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non smetterò mai di sperare che tiziano ferro venga travolto da una carica di cinghiali...

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micce - art director
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15/02/2008

paura, eh?

su italiaunoooooo c’è questo programma, “real csi - la vera scena del crimine”, dove una pazza con lo sguardo vitreo si occupa di cronaca nera indossando un cappottino bianco e mormorando parole sinistre che terrorizzano i gggiovani (tipo: sangue, morte, incubo, orrore, michael bublé). ogni puntata funziona così: la pazza introduce il caso, e meno male che il programma s’intitola “real csi” perché sennò dubiteresti pocopoco pianopiano della sua autenticità (cfr: il sodomita zoppo della cornovaglia, il necrofilo petomane di san marino, etc etc etc), dopodiché un gagliardo giuoco di montaggio alterna docufiction (stile: derrick + mister bean), immagini di repertorio (mica s’intitola “real csi” a cazzo di cane), altra docufiction, altre immagini di repertorio e, quando meno te lo aspetti, altri flash della pazza, che un po’ simboleggia caronte, un po’ virgilio, un po’ lo sgomento della donna contemporanea di fronte ai balletti di gianni sperti. “le nostre storie iniziano dove la vita finisce”, sussurra la pazza, e non ce n’è più per nessuno. davvero. non ce n’è per franca leosini (la-signora-che-parla-come-ariosto-però-ti-fa-cagare-sotto-ugualmente), non ce n’è per lucarelli, non ce n’è per per marilyn manson. avete voglia di brividi? avete voglia di scendere all’inferno? bene. il noir, oggi, ha un solo nome: “real csi”. il resto, credetemi, è hello kitty…

trentamarlboro | plink | commenti (25)