il mercatino delle pulci
qualcuno ricorda la blogosfera prima di blogbabel? sembrano scivolate via un paio di ere geologiche, da quando il pisellometro è diventato “il” pisellometro, e invece gli sono bastati pochi mesi, tipo una quindicina, per terremotare tutto e ridefinire, pienamente, anche il concetto di “celolunghismo”. ridefinirlo al punto tale che oggi, se non hai abbracciato devotamente (prontissimamente) la religione duepuntozerista, rappresenti agli occhi dei nuovi superdotati una sorta di eccentrica reliquia senza sesso e senza senso…
i blogger si sono sempre misurati l’uccello, va bene, e hanno sempre giocato a chi piscia più lontano, va bene, tant’è che inizialmente, solleticati da quello che si prefigurava come l’ennesimo fronte di libera competizione, hanno accolto il pisellometro con grande curiosità e grandegrande golosità, ma poi? poi, neanche troppo nascostamente, la libera competizione ha smesso di essere libera, diventando, in fretta, un gioco darwiniano. spietato e paraculo.
nulla da eccepire sul gigantesco mazzo che si fa, che si farà e che si è fatto lo staff del pisellometro, ci mancherebbe, però la progressiva mutazione dei parametri analitici, fino all’attuale e spaventosa scelta di delegare potere assoluto ai linkaggi, sta rendendo la blogosfera un triste mercatino delle pulci. una triste bancarella totalmente funzionale al pisellometro, non più una vetrina totalmente funzionale alla scrittura e ai contenuti (belli o sciatti che fossero).
la compravendita dei linkaggi è sempre esistita, va bene, così come sono sempre esistite le conventicole e l’oligarchia dei “soliti noti”, va bene, ma una volta, cazzo, una volta i blog erano veramente serbatoi di scrittura e di contenuti (belli o sciatti che fossero), rappresentavano veramente un’occasione (voglio sbilanciarmi: una necessità) di lettura quotidiana, mentre adesso hanno assunto le raccapriccianti sembianze di un catalogo. sì. i blog, adesso, non li leggi: ci clicchi sopra. e, in larghissima parte, dobbiamo ringraziare il pisellometro…
le web-catene sono sempre esistite, va bene, e i blogger (fingendo immancabilmente di provarne sommo sdegno e schifo) se le sono sempre passate, va bene, solo che una volta rappresentavano l’antidoto più immediato al crampo del bloggatore, così come il bla bla bla sulle proprie chiavi di ricerca, mentre oggi rappresentano lo strumento più efficace per scalare il pisellometro, così come certi post uso-volantino contrabbandati per allegri manifesti collettivi o, peggio ancora, certi post fintamente ironici e spassosi che mettono in palio telefonetti, ciabatte, venghino-siore-e-siori…
inutile, a questo punto, moltiplicare gli esempi: il pisellometro difenderà (legittimamente) se stesso, i nuovi superdotati scomoderanno (stupidamente) l’invidia del pene, alcuni parleranno di “reducismo”, alcuni di “anacronismo” e altri, i miei preferiti, sbatteranno gli occhioni cinguettando “scusa, trenta, cos’è blogbabel?”. quanto li amo!!! sono gli stessi che una volta, in privato, si disidratavano di seghe su technorati e shinystat e oggi, ugualmente in privato, si specchiano ansiosamente nel pisellometro...
applausi per tutti loro, applausi per il pisellometro. va bene. ma noi? noi, cari amici unopuntozeristi, ci stiamo rapidamente estinguendo. come le foche monache (niente di drammatico, eh? suvvia: appartiene all’ordine naturale delle cose). dato che dobbiamo estinguerci, però, almeno estinguiamoci con dignità. e non trasformiamo i nostri blog in una bancarella del cazzo…