
non smetterò mai di sperare che tiziano ferro venga travolto da una carica di cinghiali...
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ogni maledetta domenica / 10

(tag: etciù, kensington road, etciù, royal albert hall, paracetamolo, amico disegnatore)
se kant fosse un blogger
Da: discepolo
![]()
Oggetto: gnoseologia
Data: 28 Marzo, 2008 - 09:55
perché ci troviamo su questa terra, maestro?
Da: immanuel_1724
![]()
Oggetto: Re: gnoseologia
Data: 28 Marzo, 2008 - 10.00
perché, se ci trovassimo altrove, la forza di gravità
renderebbe le seghe maledettamente complicate.
tre cose importanti
1) l’appello di juditta
2) l’appello di juditta
3) l’appello di juditta
(bonus: l’intervista alla nuova regina del web)
la madre di tutti gli scoop
per colmare il vuoto lasciato da bb, vuoto che sta gettando l’intero blog planet italico nello sconforto più cupo, un team di filantropi ungheresi ha tempestivamente messo a punto una nuova classifica. anzi: “la” nuova classifica. è con profondisima emozione, quindi, che vi anticipo i dieci nuovi titolari della maglia nera:
the passion
...se blogbabel muore è per tre giorni e poi risorge...
che ludo e luda fossero cordiali come bin laden era già cosa nota, certo, ma che fossero permeabili alle suggestioni mistiche lo si è scoperto soltanto adesso. potere della settimana santa? lui ha cupamente annunciato la morte di blogbabel, narrandone la dolorosa via crucis e lasciando comunque trapelare vaghi lampi di resurrezione (“porto via la palla: forse, e sottolineo forse, con voi non gioco più”), lei ha concepito un turgido also sprach veterotestamentario che ogni miscredente dovrebbe marchiarsi a fuoco lento sulle chiappe (o, almeno, inserire nel proprio header): “la verità è che la blogosfera italiana neanche sapeva di esistere senza bb”.
ecco. da blogger che “neanche sapeva di esistere senza bb”, e perciò da blogger che senza bb (brigitte bardot?) tornerebbe ad essere un protozoo, desidero saldare hic et nunc il mio debito di riconoscenza (un servizio gratuito, si sa, comporta filologicamente la gratitudine assoluta dei fruitori): ditemi, oh padri, quale supplizio posso infliggere all’orrendo paul e ai suoi simili? ritenete che il pubblico linciaggio rappresenti una punizione sufficiente? non sarebbe meglio scannarli vivi?
“il principio per cui blogbabel si sospende è lo stesso per cui dovrei chiudere il blog ad ogni commento d’insulti che ricevo”, scrive suz, e io, fatto salvo l’immane impegno degli editor, concordo pienamente. se poi suona blasfemo paragonare le dinamiche di un singolo blogger alle dinamiche di un team, specie di un dream team che pratica il volontariato, allora chiedo cristianamente perdono.
(buona pasqua, eh?)
gli uomini e le donne sono uguali
[intro]
- sì, ok, però...
- di malgioglio parliamo un’altra volta.
- ah.
- buona lettura.
- grazie.
[/intro]
lei
me ne andrò, lo sai? forse per qualche istante, forse per sempre. me ne andrò pur essendo (come dici tu) “abbastanza matura per gestire affetto e malizia”. me ne andrò perché non ne ho la forza. non ora. perché ora non ho difese, ho cancelli spalancati: tutto entra. senza controllo, senza selezione. non posso certo competere con la tua sicurezza. e i rapporti si nutrono di parità, non di squilibrio. di solidità, non di precarietà. voi maschietti avete l’incredibile dono di separare ormoni e neuroni (comincio a credere che esistano sul serio delle distanze ataviche tra uomo e donna). ma come ci riuscite?
certo, possiamo accettare che il nostro “sesso di testa e di cuore mai approdato alla pelle” (come lo chiami tu) sia l’assoluzione da tutti i peccati. più o meno veniali. amen. la messa è finita. d’altra parte, anche i reati si puniscono se consumati. e nessun processo può essere fatto alle intenzioni. una conquista dell’illuminismo…
eppure. eppure voglio confidarti il lato femminile della cosa: come nel gioco degli specchi, ogni prospettiva si ribalta. perché tradire è tradire con la testa, con il cuore, prima ancora che con la pelle. prospettiva assolutamente scientifica, eh? la dottoressa norwood, psicanalista, l’ha tradotta in statistica, scoprendo che alla domanda “preferiresti che il tuo partner facesse l’amore con un’altra/un altro pensando a te o che facesse l’amore con te pensando a un’altra/un altro” le donne hanno scelto belle compatte la prima opzione e gli uomini hanno scelto la seconda. ovviamente. poi la norwood ha tirato le somme: all’uomo interessa l’oggetto, alla donna la relazione tra oggetti. che sia vero?
psicanalisi a parte, è proprio questa la differenza che temo. una differenza emotiva, una diversa risonanza, che rende la nostra situazione non soltanto pericolosa ma insana. capisci? noi non abbiamo finto di fare sesso, abbiamo finto di essere innamorati. e agli innamorati abbiamo rubato il linguaggio, la gestualità, i tempi. forse pure qualche emozione. d’accordo, lo abbiamo fatto in due. due adulti che, da adulti, hanno… giocato? lo scarto, probabilmente, si trovava (e ancora si trova) nelle premesse. così ambigue. così dubbie.
tengo sinceramente alla tua amicizia: lo ripeto e lo confermo. ma so che, fino a quando sarò attratta da te (un’attrazione che col sesso, effettivamente, c’entra poco), l’amicizia, più che essere strana, non avrà spazio vitale.
lui
amicizia?
spazio vitale?
no, scusa.
fammi capire.
stai forse dicendo che io e te non scoperemo mai?
verrà la morte (e danzerà pop svedese)
ho sempre pensato che “camion” fosse un bel raccontino e niente più, una semplicissima variazione horror sul tema rivolta-degli-oggetti, ma sottovalutare stephen king è un errore. credetemi. facendo il giochetto della colonna sonora, quello che premi il tasto shuffle e scatta l’abbinamento casuale tua play list/tua biografia, mi sono appena reso conto della diabolica preveggenza stephenkinghiana: il mio lettore emmepitre è dotato di vita propria. credetemi. e, come se non bastasse, nasconde un’anima burlona...
insomma: passi che la voce pene d’amore sia stata abbinata a “moby dick” degli zeppelin, e passi pure che la voce vecchiaia sia stata abbinata a “my friend” dei groove armada, passi, però che la voce marcia funebre sia stata abbinata a “dancing queen” degli abba mi sembra vagamente beffardo. vagamente sinistro. vagamente rivolta-degli-oggetti, appunto. non trovate anche voi?
...you can dance / you can jive / having the time of your life...
(ho paura)
politically correct
gli inglesi stanno all’europa come un porno coi cavalli sta alla nouvelle vague.
gli inglesi sono diversamente europei.
lettera aperta all’amministratore di condominio
gentile sig. splinder,
le scrivo a titolo personale, sebbene lo stesso problema riguardi anche numerosissimi altri inquilini, sperando che lei possa intervenire con la massima urgenza: i miei (i nostri) feed, per l’ennesima volta, si sono misteriosamente ricoperti di licheni...
certo della sua sollecitudine, la ringrazio e la saluto.
cordialmente,
sig. trentamarlboro
controfirmano la presente: blogbabel, corona’s e aguamarinha.
stagione dieci / trailer dell’ammmore
(il nostro festival garantisce l’orgasmo. vi sembra poco?!)
stagione dieci

(sì. belli e gggiovani come nessuno, a parte milva, stiamo tornando)
la cultura ai tempi dell’activia
sms di trenta: è vero che nella tua bizzarra città ospitate la fiera della cacca?
sms di giovanna: una mostra, caro, non una fiera.
sms di trenta: vabbè, cara, sempre di cacca si tratta. dove sta la differenza?
sms di giovanna: sta nel fatto che le hostess non ti accolgono sedute sul water.
sms di trenta: ah no?
ogni maledetta domenica / 9

(tag: massimo catalano, francesco alberoni, “il rubacuori”, ligabue, amico disegnatore)
blogbabel affonda l’udeur
perché mastella si è ritirato dalla corsa? o meglio: perché mastella, ritirandosi dalla corsa, ha preferito lamentare “una costante e scientifica operazione di linciaggio morale contro di me, costruita mediaticamente, politicamente e giudiziariamente” piuttosto che ammettere la vera ragione?

tutti uguali, ’sti blogger...
back to “cuore”

“i miei piedi sono carini, piccolini, le dita giuste. e poi devo dire una cosa: io posso portare calzini per cinque giorni e sono sempre profumati”
laura chiatti - corriere della sera magazine
diamo a meucci quel che è di meucci
affettuosamente solidale con l’amico antonio, del quale ammiro in ugual misura l’ingegno e la barba, mi unisco pure io alla cordata anti-google promuovendo il motore di ricerca più patriottico (ma anche più stiloso) che c’è:
seven
sono contento? sono contento. mi è stata girata una catena che, più o meno, suona così: “rivela pubblicamente sette segreti oppure il tuo uccello assumerà le allegre sembianze di un ciondolo per telefonini”. come potrei non essere contento? ecco. ringraziando baruli, dunque, vado ad elencare i miei sette segreti. anzi. me ne gioco soltanto uno, il più turpe di tutti, e poi lo declino sette volte.
io sono una mammoletta.
io, da mammoletta, ho pianto fino alla disidratazione per:
1) il professor keating che dice “grazie, ragazzi” (non ci posso neanche pensare!!!)
2) elio che saluta “l’amicone feiez” dal palco dell’ariston (sanremo, 1° marzo 2008)
3) ambra che versa calde lacrime su “t’appartengo” (ultima puntata di “non è la rai”)
4) il sergente foley che dice “levati dalle palle, majo” (e scatta “up where we belong”)
5) dennis che vince la finale di “amici” (quando ancora si chiamava “saranno famosi”)
6) lady oscar che muore prima di espugnare la bastiglia (mancavano tipo venti secondi)
7) rose che onora jack prendendo il suo cognome (lui giace nei fondali marini, surgelato)
e adesso, pocopoco pianopiano, la domanda che tutto il mondo si pone: quali sono i sette segreti di lilo, dud, isla, pillow, velenero, sasaki e divara?

ogni maledetta domenica / 8

(tag: lola ponce, lola corre, lola canta, lola gnocca, ho già detto lola?, amico disegnatore)
dimenticare sanremo / 5
nicolas vaporidis, l’attore che tutto il mondo c’invidia malgrado si chiami come un ferro da stiro, è anche un critico musicale di chiara fama. lo sapevate? no, nemmeno io. e sapevate che pure alessia filippi, la nuotatrice alessia filippi, è una critica musicale di chiara fama? no, nemmeno io. fortuna che a saperlo c’era pippo baudo. e tanto basta. voglio dire: mica finisci nella giuria di qualità - sezione gggiovani (affiancando, peraltro, due musicologi del calibro di sarah ferbelbaum e federico moccia) se la tua sola competenza è possedere un i-pod o un greatest hits di luca carboni, giusto? giustissimo. così giusto che, per non farmi prendere nuovamente in contropiede, ho subito analizzato il pool della sezione campioni: eleonora abbagnato, gianni boncompagni, martina colombari, emilio fede, tiziana ferrario, fabrizio frizzi, gloria guida, giancarlo magalli, giampiero mughini, mariolina simone. ecco. sapevate che questa, proprio questa, è l’élite dell’élite della critica musicale? no, nemmeno io. fortuna che a saperlo c’era pippo baudo. e tanto basta. voglio dire: chi di noi si sarebbe lasciato sfuggire, per esempio, la ballerina eleonora abbagnato? eh? “amo tutta la musica”, scrive lei stessa medesima su myspace, e aggiunge: “anche la house”. una critica musicale di chiara fama, appunto. alla faccia di quanti pensano che l’eclettismo non esista...
(ah, pippo, nel 1989 ho letto un libro di sartre e mi è piaciuto: secondo te ho le carte in regola per fare il giurato al premio strega?)