thanks
1) ringrazio tutti voi, e il mio tasto F5, per i 600.000 giri di counter.
2) ringrazio la mia mamma che mi ha fatto così funky.
3) ringrazio, tardivamente, dud per lansdale e per il lambrusco.
4) ringrazio vittorio zincone per la buffa segnalazione di ieri:

5) ho dimenticato qualcosa/qualcuno?
uhm...
ah, sì!!!
5) ringrazio, infine, l’ottimo paul per avermi assegnato un avversariuccio di quart’ordine al “blogstar death match” del 26 luglio.
(sia chiaro: presenterò certificato medico)
’stardo...
piccoli press agent crescono
il nuovo stagista, non diversamente dal 99% delle matricole italiane, è iscritto a scienze della comunicazione. il nuovo stagista, sebbene futuro scienziato della comunicazione, non cita mac luhan, non ama thompson e, soprattutto, non crede di essere chomsky. il nuovo stagista, giocoforza, mi è simpatico. mi è talmente simpatico, almeno per ora, che non gli faccio fotocopiare l’elenco telefonico di hong kong ma gli faccio sgranchire la creatività…
-stagista!
-capo!
-tu, oggi, sei il portavoce del vaticano.
-va bene.
-e…
-e…
-devi annunciare urbi et orbi che ratzinger sostituirà billie joe nei green day!
silenzio.
magnifico attimo di silenzio tra le due scrivanie.
-scusa, capo, ma che cazzo di notizia è?
-ti rivolgeresti così al sommo pontefice?
lui capisce, accetta la sfida e, nell’arco di mezz’ora, mi spedisce una bozza.
titolo della mail: sempre sia lodato.
testo della mail: in allegato, breaking news da piazza san pietro.
leggo, sorrido, apro il file, correggo e rispedisco.
titolo della mail: lifting e liposuzione di un comunicato stampa.
testo della mail: in allegato, stupefacente restauro cosmetico di un testo.
passa un minuto.
arriva la risposta.
titolo della mail: il mio capo è un grande pedagogo?
testo della mail: lo scoprirò! sia vincendo il pulitzer, sia finendo a lustrare cessi.
ecco.
no, voglio dire, come si può non stimare uno stagista di cotanto calibro?
modestamente
avere trentasei anni non è certo peggio che averne diciotto, anzi, ma se ne hai diciotto le tue possibilità di uscire vivo dalla “modesta” aumentano in modo sfacciato…
[punto]
interrogativo modesto: perché dud continua a fingere che sommando "genesis + police + bush senior" si ottenga "fascinosa teoria sullo scudo stellare" e non "sproloquio di anziano modenese ubriaco"?
blogger modesti: aguamarinha, dabliu, dree, francesco, jeff, maria, monsieur foulard, ninna, spikkia, yunis, zoe.
blogger modesto in incognito: piteko.
no-blogger modesto ad honorem: il grande omar.
paparazzi modesti: le iene di corona's. ovviamente.
sulla strada
io e monsieur foulard - qui paparazzati da un videoamatore - stiamo per affrontare il lungo e periglioso on the road che conduce alla “modesta”. lo sentite, il rombo dei nostri chopper? lo sentite, il rombo della nostra giovinezza? eh?
(no. neanche noi)
gnoccofrittocamp
e adesso chi glielo dice, a maxime, che sabato c’è pure “la modesta n.3”?
quattroruote
l’unica scuola di scrittura degna d’esistere è la scuola elementare.
ho un’idea religiosa della letteratura. la letteratura è per me una verticale verso la luce, e così come una suora diviene sposa dell’altissimo, anche io lo sono divenuta.
non desidero divenire la nuova marchesa casati, ma un nuovo e femmineo glenn gould ingravidato da gesù cristo.
amo le protesi, vorrei farmi costruire delle membra di ferro da sovrapporre alle mie. non mi dispiacerebbe essere una bugatti veyron 16.4.
il candidato enumeri e analizzi le ragioni per cui, trasformandosi in un’automobile, isabella santacroce non renderebbe felice soltanto se stessa.

tempo fa ero un blogger.
oggi sono un blogger duepuntozero.
il mio blog non se lo inculava nessuno.
oggi il mio blog spacca su blogbabel.
il mio blog era una schifezza.
oggi il mio blog è ancora una schifezza.
non ho imparato a scrivere.
scrivere non è importante.
ho imparato a concimare il rank.
concimare il rank è importante.
sono un tipo sveglio.
sono furbo e simpatico.
sono un blogger duepuntozero.
ho imparato i trucchi di technorati.
sono tech addicted.
ho imparato i trucchi del social network.
sono socievole.
offro link.
chiedo link.
scambio link.
maneggio tag e viral tag.
disegno banner e lancio meme.
sono un blogger duepuntozero.
ho la frangetta.
sono moderno e autoironico.
partecipo a tutti i barcamp.
organizzo barcamp.
uso twitter.
organizzo twittercamp.
uso anobii.
organizzo anobiicamp.
uso flickr.
organizzo flickrcamp.
uso feedburner.
organizzo feedburnercamp.
sono un blogger duepuntozero.
faccio wiki con wetpaint.
faccio slide con slideshare.
faccio cose e vedo gente.
i miei genitori non mi capiscono.
mio papà mi dice solo “studia cretino che io non ho potuto”.
tempo fa ero un blogger.
oggi sono un blogger duepuntozero.
il mio blog non se lo inculava nessuno.
oggi il mio blog spacca su blogbabel.
personalità confusa direbbe che “son cose”.
personalità confusa non è un blogger duepuntozero.
personalità confusa io lo cito senza linkarlo.
i brontosauri non mi servono a un cazzo.
prima o poi diventerò il migliore amico di luca conti e mantellini.
antropologia vs. teologia

i vip leggono davide, ok, ma queste chiavi di ricerca dimostrano che gliene sono sfuggiti almeno due. forza, amici: diamo il benvenuto a flavia vento e claudia koll!
terza persona singolare
si sveglia ululando
assume una dose illecita di caffeina
intona melodie tibetane
giudica severamente la propria pettinatura
esegue complicati passi di danza
sviene
si reca in ufficio vestito da spice girl
millanta la conoscenza di lingue minoritarie
sogna di essere brandon walsh
si commisera perché non possiede l’ipod
crede nella bontà degli uomini
acquista prodotti caseari per poi vantarsene
discetta di crampi anali con un filosofo strutturalista
cerca sul dizionario la parola “catapulta”
s’iscrive al fan club di uto ughi
sradica un oleandro per dimostrarsi virile
imita la vanoni senza riscuotere alcun successo
guarda “il lotto alle otto”
recita le preghiere affinché la pace regni sul mondo
indossa un pigiama decisamente brutto
si addormenta stringendo al petto la foto di sasaki
*click*
pubblicità progresso

sì: la rete comincia seriamente a farmi schifo.
he’s (still) waiting for the man

didascalia: anziano rocker newyorkese (udine, venerdì 8 giugno 2007)
l’allegra vita dei santi
trenta: ma voi agiografi, nel tempo libero, cosa fate?
mari: bòh… quello che fanno tutti, suppongo…
trenta: tutti i comuni mortali, intendi?
mari: guarda che non siamo delle creature mitologiche.
trenta: ah no?
mari: molti agiografi vengono avvistati mentre si divertono!
trenta (ridendo): avvistati?
mari: avvistati. perché ridi?
trenta: perché hai usato lo stesso verbo che si usa per lo yeti…
l’arte della rima perfetta

(un titolo così bello non si vedeva da anni, anni e anni)
father and son
da mio padre, fondamentalmente, ho preso l’irascibilità. e ho preso anche gli occhi verdi. tutto il resto, invece, no. tutto il resto non so da chi l’ho preso, non l’ho mai capito, ma so che non l’ho preso da lui. perché mio padre è alto, magro, sportivo. perché mio padre non beve, non fuma, non tira tardi. perché mio padre caga in testa a meggàiver e “con un cacciavite in mano fa miracoli”. perché mio padre non è pigro, non è lento, non ama dormire. e certe volte, non fosse che abbiamo le stesse iridi e lo stesso carattere di merda, gli vorrei assolutamente rivolgere questa piccola domanda: “ehi, spilungone, mi puoi dire chi cazzo sei?”. ecco. adesso, per esempio. mio padre, adesso, è in viaggio. sta andando a parigi. e ci sta andando in macchina. sì, in macchina. a parigi. come un diciottenne. e io, capitemi, non ho neppure la patente…
“abernathy? e che cazzo di nome è?”
bla bla bla
bla bla bla
bla bla bla
broom broom broom
broom broom broom
crash
bla bla bla
bla bla bla
bla bla bla
broom broom broom
broom broom broom
bang
[spoiler: crash thud thud thud thud thud thud splat]
the end
bene. questo è un fottutissimo indovinello del cazzo, merdosa manica di succhiacazzi rincoglioniti che non siete altro, perciò vi chiedo: avete capito di quale fottuto film del cazzo vi sto parlando oppure avete intenzione di mendicare uno stracazzo di aiutino perché siete delle fottutissime femminucce piscia-a-letto e, cristo santo, avete scambiato questo fottuto blog per un cazzo di quiz del cazzo con il fottuto gerry scotti?
il mio telefilm ce l’ha più lungo del tuo

[sottotitolo: due uomini maturi e pacati alle prese con una divergenza]
nick: “scrubs” mi fa cagare e “the shield” mi fa due palle così.
trenta: bene. bravo. allora guardati quella merda di “ugly betty”!
nick: no, caro, io guardo “24” e me ne vanto!
trenta: capisco. ma lo sai, almeno, perché si chiama “24”?
nick: perché ogni episod…
trenta: perché jack bauer, al dottor cox e a vic, gli fa 24 seghe!
nick: ma smettila!
trenta: ma smettila tu, pagliaccio!
[ad libitum]
meglio della merini
emozioni esclusive – per ricordare i 10 anni di diana, alessandra pierelli ha scritto una lettera a lady d visitando la città dell’amore.
“star tv” - copertina
cara diana, è la prima volta che vedo parigi. e lo faccio per te. (…) era l’ora di pranzo, e noi eravamo tutti in cucina a guardare il tg che ci lasciò a bocca aperta. (…) il mondo era sotto shock, per quell’inesplicabile schianto nel buio. (…) oggi, mentre ripasso sui luoghi di quello che per te e dodi doveva essere l’inizio di un weekend parigino, mi sento strabiliata dal fascino e dalla bellezza della città, ma anche pervasa di malinconia. (…) io credo che tu, princy (mi piace chiamarti così), non fossi contenta e soddisfatta per quello che eri e per quello che facevi. ricordo le tue immagini: nei tuoi occhi trasparenti, ogni tanto si intuiva un velo di tristezza.
alessandra pierelli – pag.47
ecco. prima di fare gli stronzi, perché so che state per fare gli stronzi, dimenticatevi di “princy” e concentratevi su “inesplicabile schianto nel buio”. voglio dire: non è mica da tutti, oggi, esprimersi in endecasillabi…