minchia signor cristicchi
il giorno dopo tutti si asciugano le lacrime e mormorano commossi che “simone sa volare” perché la canzoncina sui matti è molto poetica invece di essere una puttanata (anche la ruggiero ha fatto una canzoncina molto poetica ma chiunque l’abbia ascoltata interamente adesso si ritrova una statua dell’isola di pasqua al posto dei coglioni) quindi non puoi dire che il giovanotto ti ha ricordato faletti ’94 e non puoi nemmeno dare del paraculo al paraculo che ha tradotto “la bomba” sostituendo “movimiento sexy” con “paranza” (chi tocca cristicchi e silvestri muore) quindi puoi soltanto archiviare la prima serata assieme al desiderio n.1 (sganciare un’atomica sulla verde madrepatria della hunziker per rappresaglia) assieme al desiderio n.2 (scaraventare cornacchione antonio dentro una vasca piena di murene) e assieme al desiderio (più generico) di un futuro senza guerre senza carestie e senza pippibaudi.
“ve lo meritate, alberto sordi”

(hasta la victoria siempre, kompagno follini)
“cose da blogger”
Da: xxxxxxxxxx
Data: domenica 25 febbraio 2007 15.59
A: trenta@gmail.com
Oggetto: Vecchi tempi!
Carissimo,
poco fa, consultando l’archivio per allestire la solita paginona sul Festival, ho ritrovato uno dei tuoi articoli sanremesi e te lo allego in memoria dei vecchi tempi! Come noterai, scrivevi “cose da blogger” già nel 2001. Preveggenza? :-)
Fatti sentire,
xxxxxxxxxx
tra la via emilia e il west
precisamente: dov’è che ha rimediato quella camicia, ronan keating? dal tappezziere di ligabue? mentre il pubblico, tramortito, si abbandona alle ipotesi più fantasiose, l’ex boyzone approfitta della distrazione generale e promuove un’orrenda marcetta pop: “love in each day”. tre minuti da incubo, pacchiani come una gara di sosia, quindi perfettamente in linea con la squallida scenografia stile kroda. raffa, però, non si accontenta. e no! non le basta un applauso tiepido tiepido e l’eloquente assenza di teenager che bombardano il palco di orsacchiotti: vuole peggiorare la situazione a tutti i costi, impresa peraltro non facilissima, intervistando il belloccio irlandese. ed ecco, allora, la clamorosa rivelazione: il nostro eroe ama “alex britti, pavarotti e ramassotti”. ramassotti, con due esse. l’italia ringrazia (anzi: ringrassia) e aspetta il super-ospite n.2, faith hill.
diciamolo: fa decisamente bene ad aspettare, perché la reginetta planetaria del new country è davvero stupenda! biondissima, occhi verdissimi, un sorriso che renderebbe macho pure boy george. cosa c’entra, però, il new country con “the way you love me”? assolutamente nulla, ma non è il caso di essere puntigliosi: dopo la barzelletta di ronan keating, anche una canzoncina senza valore può serenamente aspirare alla leggenda! mentre papi e ceccherini scalpitano a bordo pista, l’incorreggibile raffa non sa comunque resistere: impugna il suo accento yankee e, gagliarda, ritorna all’attacco. altra mini-intervista, altre mini-risposte memorabili: “sì” e “grassie”. grassie, con due esse. questa volta, ahinoi, la padrona di casa si lascia prendere leggermente la mano: “che brava, faith! hai già familiarizzato con l’italiano!”. no comment.
le lancette segnano mezzanotte e, per la gioia di tutti i pensionati, arriva finalmente laura pausini, ultima guest star della scaletta. il tempo di ricamare un medley, promuovere “il mio sbaglio più grande” e dire… “grassie”. sì, grassie, con due esse. neppure lei ce l’ha fatta! tra la via emilia e il west, ormai lo abbiamo capito, c’è sanremo.
catfight
interno giorno, azienda X, sala-riunioni.
la collega Y e la collega W stanno litigando.
è un litigio tanto improvviso quanto violento.
il capo Z, dopo un attimo di esitazione, sbatte i pugni sul tavolo.
capo Z (rivolto alle due colleghe):
ragazze, siete impazzite? datevi subito una calmata o vi sbatto fuori!
collega Y (rivolta al capo Z):
va bene, va bene... ma perché devono capitare tutti a me, gli stronzi? perché?
collega W (rivolta alla collega Y):
io non sono molto dotata d’intelligenza secondaria, visto che a scuola e all’università non mi sono mai sbattuta, ma sono molto dotata d’intelligenza primaria. ecco perché mi basta guardarti per dire “questa è una bocchinara”…
[ogni riferimento a fatti realmente accaduti e a persone realmente esistite o esistenti è puramente casuale]
il declino dell’impero romano
da vecchio (ostinatissimo) liberale montanelliano quale sono sempre stato, e sempre sarò, non trovo neppure mezza ragione valida per festeggiare il patetico naufragio dei miei “avversari”. e questo la dice drammaticamente lunga…
il tempo dei gitani
carissimi suonatori ambulanti che stamattina, verso le otto, avete stazionato sotto la mia finestra e avete eseguito, con rara allegria, un festoso repertorio popolare balcanico…
(qualcuno sa dirmi come andare avanti simulando giovialità e omettendo le parole “davanzale”, “secchio”, “piombo fuso”?)
come bruce willis
La minaccia di Apophis, l'asteroide che potrebbe colpire la Terra il 13 aprile 2036, sta diventando così concreta che le Nazioni Unite saranno invitate ad assumere il coordinamento di una missione spaziale internazionale basata sul progetto innovativo di un «trattore gravitazionale» per deviare il corpo ed evitare il possibile impatto con il nostro pianeta.
dunque. il 13 aprile 2036 avrò appena compiuto 65 anni e sicuramente, alzheimer permettendo, non avrò ancora dimenticato che questa è la trama di “armageddon”. ragazzi, facciamocene una ragione: moriremo di morte tamarra con gli aerosmith in sottofondo...
laura non c’è
viggèi: quale star ti piacerebbe baciare?
nek: quale star? uhm… shakira. nel culo.
viggèi: ah!
nek: sì. un bel bacio nel culo.
(“totalrequestlive”, mtv, puntata in corso)
ritmo provinciale
ho un rapporto odi et amo col cane
se ha pisciato in ingresso lo frusto
se mi sento un po’ solo lo abbraccio
e passiamo la notte a parlare...
“avevamo sentito dire che con una chitarra in mano si rimorchiava più facilmente. noi, però, abbiamo sbagliato repertorio...”. 1975. gli squallor stavano prendendo a pugni le monolitiche pudicizie di mezz’italia, gli skiantos dovevano ancora scaldarsi la voce e in friuli già circolava (semiclandestinamente) uno scellerato bootleg: “le craccole”. undici spudoratissime canzoni merdaiole che, a tutt’oggi, fanno degli elii una pia congrega di francescani. l’autore? tre baldi giovanotti allegramente inconsapevoli del proprio futuro leggendario: massimo frizzi, sandro comini, enrico tonazzi.
chi sono, dunque, frizzicominitonazzi? se passate da queste parti, girate la domanda ai residenti di via muzzati: sette anni fa, nel giorno delle nozze d’argento, il mitico terzetto ha infatti deciso di autodedicarsi una targa marmorea. ed è stata la “città istituzionale”, sindaco cecotti in testa, a officiare la cerimonia (scopertura, taglio del nastro, discorso). a festeggiare, cioè, i 25 anni di quel nobile capolavoro discografico intitolato, appunto, “le craccole”…
ecco chi sono, frizzicominitonazzi, al di là delle goliardate e di un ruvido talento che ha precocemente illuminato il genere demenziale: sono una favolosa cult-band che vede i propri fedelissimi discepoli rinnovarsi magicamente di generazione in generazione. sono una scheggia della storia udinese. e noi udinesi, con buonissima pace delle parrocchiette intellettuali, ne siamo veramente orgogliosi.
(altri motivi di vanto: qui, qui e qui)
britney 1 - christina 0
(la mia antica devozione per l’aguilera sta vacillando)
do you speak furlan?
[“la patrie dal friûl” - gennaio/febbraio 2007]
forza, non fate i timidoni: usate anche voi dree al posto di babelfish!
diggèi farinelli
father wears his sunday best
mother’s tired she needs a rest
the kids are playing up downstairs…
[premessa] io non ascolto quasi mai la radio perché non sopporto i diggèi e non sopporto i diggèi perché hanno quella cazzo di voce da diggèi e, soprattutto, perché usano quella cazzo di voce da diggèi per interrompere le canzoni ridacchiando e dicendo cose molto simpatiche da diggèi. [fine della premessa, inizio del post] un’ora fa, mentre coccolavo il mio pessimo risveglio ascoltando “our house” e pensando “che culo accendere la radio e trovare subito questa meraviglia: forse non sarà una giornata di merda”, il diggèi ha interrotto la canzone ridacchiando e dicendo una cosa molto simpatica da diggèi: “ah ah ah! sono trascorsi vent’anni esatti, pensate, ma i vecchi birboni riescono a spaccare ancora! ah ah ah! del resto, mica si chiamano madness per caso! ah ah ah!”. ora. a parte il fatto che di anni, “our house”, ne ha venticinque, l’unico birbone che è riuscito a spaccare qualcosa, amico diggèi, sei tu. credimi. e non puoi assolutamente capire quanto sarei lieto di ricambiare la cortesia, amico diggèi, pressandoti i maroni con un batticarne…
“a chi hai detto fottuto giapponese?”
…sì, stiamo tornando, e io un po’ me ne vanto…
cinque cose che non sapete di me
…sono proprio curioso di vedere se accetti una catena passata da un anonimo…
01) nel 1993 ho intervistato marco masini
02) nel 1997, assieme a stronzonove, ho intervistato il merolone
03) ogni volta che il sergente foley fa il saluto a zack mayo scoppio a piangere senza il minimo ritegno
04) da ragazzo mi sono recato in pellegrinaggio a cortina per stringere la sacra mano di indro montanelli
05) ho creduto per anni anni anni e anni che il pescatore “aveva un solco lungo il viso” perché l’assassino, alla fine, lo tempestava di coltellate
…passo la catena a tutti i commentatori anonimi di questo blog…
a day in the life
c’è sempre qualcosa (o qualcuno) che ti provoca una violentissima urgenza di bellezza, di autentica bellezza, e allora, come facevi da bambino, cerchi e trovi rifugio nell’unico luogo immediatamente accessibile: una canzone perfetta...
jet set
sms di luca: accendi la tivù. immediatamente.
sms di trenta: hai preso in considerazione l’ipotesi bizzarra che io stia lavorando?
sms di luca: non dire stronzate.
sms di trenta: ok, tivù accesa. faccio zapping o provo a leggerti nel pensiero?
sms di luca: “uomini e donne”.
sms di trenta: gianni sperti vestito da pappone ungherese?
sms di luca: no, guarda meglio.
sms di trenta: occazzo.
sms di luca: è quello che ho detto anch’io.
sms di trenta: ma…
sms di luca: sì, vecchio mio, abbiamo una tronista per amica.
sms di trenta: non ci posso credere! forse un giorno conosceremo il costa!
sms di luca: wow.
sms di trenta: wow.
sii numeroso
(devo ancora bere il primo caffè, quindi lascio la parola all’amico solstizio)
Avete presente i blogger, no? Si incontrano e parlano di blog, di bloggare, di blogosfera, e di verginità perdute. Magari non lo fanno apposta... ActionCamp sì. ActionCamp è una non-conferenza dove i visitatori diventano partecipanti, dove gli argomenti da trattare nascono spontaneamente dall’incontro di persone interessate per professione o passione personale a scambiarsi opinioni sul web 2.0, sugli usi sociali dei new media, sugli scandali di youtube, sul geotaggarmi la Vespa, sulle promesse di billgates, sull’identità in Rete, insomma ActionCamp è un aggregatore di umani. Il capannello di persone è il vero luogo della conoscenza.
ActionCamp è il BarCamp di «Innovaction», a Udine Fiere dal 15 al 18 febbraio. Nel lounge di MTV, tra l’altro, padiglione 6. Musica, computer, adiesseelle, videocamere, vlog, chiacchiere, qualcosa da bere. You are welcome.
un mondo perfetto
google, un giorno, inizierà veramente a rispondere così.
e allora noi, piano piano, inizieremo tutti a sentirci molto meglio...
noluogo (anno 4, numero 2)
helmut newton è morto? nessun problema! a lissone, dal 4 febbraio al 4 marzo, potrete visitare la mostra di street photography di davide mengacci.
esercizi di stroncatura.
ovviamente qui, sul vostro mensile preferito...