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non smetterò mai di sperare che tiziano ferro venga travolto da una carica di cinghiali...

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31/01/2007

simmetrie
 
cecchi paone: il prossimo personaggio è asia argento. cambi o stai?
concorrente (dopo averci pensato bene): sto.
cecchi paone: bla bla bla, bla bla bla, figlia di un noto regista. chi?
concorrente (lasciando trapelare una lieve amarezza): banderas?
 
prof. di greco: quale commedia di aristofane bla bla bla, bla bla bla?
trenta: la commedia la so, il titolo non riesco mai a pronunciarlo…
prof. di greco: già. non è facile per nessuno pronunciare “le rane”.
trenta:

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30/01/2007

lo stronzo di piazza ferretto / 2

 leningrad cowboys

udine-milano-udine per il più brutto concerto di tutti i tempi.
se devo scegliere un ricordo, come faccio a non scegliere questo?

(ancora tanti auguri, stronzo...)

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lo stronzo di piazza ferretto
 
io e trentamarlboro siamo come dolce&gabbana.
non stiamo insieme ma ci vogliamo molto bene...
 
- lo stronzo di piazza ferretto -
 
millenovecentonovantatre. udine. italia. non ricordo il mese ma ricordo (nitidamente) quando il capo mi disse “fallo sentire a casa” e io risposi “ok: gli regalo un biglietto per mestre”. come puoi essere ospitale con un fottuto nerd cattocomunista che odia la tua città e che proclama ogni santo giorno la supremazia dei veneti sui friulani? come puoi essere ospitale con uno stronzo che si compiace della propria stronzaggine e che si compiace pure di guidare una marbella color pestilenza? semplice: non puoi. non puoi assolutamente. nemmeno dopo quattordici anni. quattordici lunghi anni di progressiva e ruvidissima amicizia (oh, una volta ci ho anche dormito assieme: portava una camicia da notte naj-oleari). insomma: non è che poi, alla fine, mi sono arreso e sono diventato ospitale. è lui che, da vero stronzo, è diventato molto più friulano di me…
 
buon compleanno, amico!!!

trentamarlboro | plink | commenti (18)

29/01/2007

cinquecentomilamarlboro

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26/01/2007

micantirimmel?
 
(ode al bravo chitarrista da grigliata)
 
quando sei un inutile maschietto quasi diciottenne, e una bellissima ragazzina ti sussurra “micantirimmel?”, non perdi mica tempo a spiegarle che il conflitto rimmeliani-aliciani è la misura di tutte le cose e che tu, cadesse il mondo, tiferai eternamente per “alice”. no. agguanti la washburn, chiudi gli occhi e fai “rimmel” talmente bene, ma talmente bene, che se ti ascolta de gregori gli va a puttane l’autostima e si arruola come ventriloquo (o mimo) sulle navi da crociera. giusto? giusto. ma quando la bellissima ragazzina, mentre ti esibisci per lei, introduce metri cinque di lingua nella trachea del biondino che cucina le braciole, tu non puoi e non devi mai più dimenticare la regola fondamentale del bravo chitarrista da grigliata: suona sempre e soltanto il cazzo che ti pare, amico mio, tanto poi finiscono tutti a scopare e with you, attorno al fuoco, resta immancabilmente l’unica cicciona della compagnia. quella che ti guarda, ti sorride e ti sussurra immancabilmente una frase spaventosa: “micantisamarcanda?”.   

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moana pozzi reloaded
 
alzi la mano chi, sentendo per la prima volta il nome “neurona”, penserebbe subito a un sistema di social network invece di pensare a una pornodiva con il cervello.

(giù quella mano, secchione!!!)

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24/01/2007

l’arte di ammazzare la conversazione
 
atto unico.
personaggi: nick e trenta.
location: distributore del caffè. 
 
nick: sette nomination a “babel”! sette! dio esiste...
trenta: ho appena deciso che mi darò al paganesimo.
 
(sipario)

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23/01/2007

nomen omen

500%!!! 

non trovate stupendo anche voi che questa signora si chiami “mazza”?
 

trentamarlboro | plink | commenti (24)

22/01/2007

paura e delirio a cinecittà
 
il punto non è capire se il regista di “amici” divora peyote: il punto è capire quanto ne divora. ecco tutto. insomma: passino le solite sviste narrative/temporali, passino le solite inquadrature lisergiche, passino addirittura i ralenty, che andrebbero sempre puniti con l’ergastolo, ma vogliamo parlare di quelle vertiginose carrellate aeree all’indietro? eh? ne vogliamo parlare? il cameraman, ieri sera, la prima volta ha perso le scarpe, la seconda si è ritrovato nello studio di “markette”, la terza ha spedito un sms che diceva “saluti da cipro”…
 
qualcuno fermi paolo pietrangeli!!!

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20/01/2007

io ti spiezzo in due (alzheimer edition)
 
polpettone geriatrico tanto maldestro quanto molesto, dove “cocoon” e “villa arzilla” miscelano il proprio dna con quello di una soap venezuelana, “rocky balboa” riesce a meravigliare anche gli spettatori meno tagliati per lo stupore: chi se lo aspettava, nonostante tutto, un film così orrendo? chi se lo aspettava, nonostante tutto, un film degno di spodestare “catwoman” dall’empireo dei razzie awards? 
correva l’anno 1982, l’anno magico dell’ululato di tardelli, quando sylvester stallone firmò “rocky III” e quando “l’aereo più pazzo del mondo sempre più pazzo” annunciò la venuta di “rocky XXVIII”. e ora, dimenticando appunto l’antica profezia (o forse, beata ingenuità, sottovalutando la memoria del pubblico), nonno sly ha davvero firmato il millesimo capitolo della saga. una saga verso cui l’intera generazione over 30 nutre sentimenti di cordialità, spesso addirittura d’affetto, e dunque, proprio per questo, una saga su cui non si deve transigere.
cosa ci racconta, “rocky balboa”? ci racconta che il vecchio (ex) pugile tamarro, già derubato dal commercialista cattivo, adesso piange la sua adrianaaaaaa, diventa ciarliero e infligge terrificanti monologhi veltroniani a chiunque gli graviti attorno (stallone regista è pessimo, d’accordo, però stallone sceneggiatore lo pol-ve-riz-za). ci racconta che i campioni, non potendo smettere di dare il buon esempio, non possono andare in pensione. ci racconta che la vita colpisce sotto la cintura, oh yeah, ma che non bisogna comunque appendere i guantoni al chiodo. mai. neppure se, come lui, sei nato nel 1911 e un giovane (possente) mandingo sta per tempestarti di mazzate…

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17/01/2007

rassegna stampa
 
1) bo e luke vs. ratzinger     
2) fonzie vs. nanni moretti
3) mork e mindy vs. “ballarò”
 
una di queste tre notizie è (splendidamente) vera.
le altre due, in automatico, sono (splendidamente) verosimili.

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16/01/2007

pour parler
 
vi capita mai di scendere dal letto con un soave buonumore appiccicato addosso, nonostante l’antica e inespugnabile certezza che svegliarsi prima di mezzogiorno sia un atto contronatura?
 
(no, neanche a me)

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13/01/2007

i tre giorni del condor lettore silenzioso
 
tu mi lurki?

tu, dunque, mi lurki?
tu, dunque, sfogli queste pagine zitto zitto e non commenti (quasi) mai?
bene: se ti va di festeggiare san lurker, lascia un messaggio dopo il biiip.
la segreteria telefonica del mio blog è tutta tua fino alle 23.59 di lunedì...
 
*biiip*

[de-lurkano pure qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui,
qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui e qui]

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12/01/2007

“me mi piace giocare giocando coi giochi”

questo è il mio peggiore-film-di-tutti-i-tempi.
il vostro, invece? 

se l’inqualificabile “hell’s kitchen” fosse una parodia (chennesò) di abel ferrara, tanto per citare un allegrone con il maledettismo perennemente in tiro, sarebbe davvero un piccolo capolavoro. un piccolo e spassosissimo cult che non risparmia soavi pernacchie alle sante icone di certo cinema “il mondo è un postaccio deprimente e rancido, amico, ti aspettavi mary poppins? cazzi tuoi: mary poppins, qui, tromba pure i cavalli, quando non è troppo impegnata a spacciare brown sugar negli asili”. peccato che tony cinciripini (chi?!?), consegnando alla storia uno script di formidabile bruttezza, non sia stato nemmeno sfiorato dall’idea di spassarsela un po’. anzi: ha preso dannatamente sul serio il ruolo di pensatore off che qualcuno gli ha affibbiato, o che si è affibbiato da solo, e il risultato fa rima con disastro. disastro assoluto. non ci (non si) risparmia veramente nulla, “hell’s kitchen”: dalla rapina che va storta all’ex galeotto che cerca redenzione attraverso lo sport (indovinate? sì, esatto: il pugilato), dalle amicizie tradite a varie tonalità di degradi familiari, da miserabili scopate scarsamente igieniche al nobile salvataggio di baby-spacciatori. e giù tonnellate e tonnellate di moralismo. e giù frasette che i gemelli diversi, assieme ai finley, diventano subito il gruppo 63. mister cinciripini (chi?!?), non contento, estende poi ogni difetto alla regia, saturando le immagini di purissima comicità involontaria (e contagiosa): mi dispiace, vagamente, per angelina jolie e rosanna arquette, però è impossibile non sganasciarsi vedendole in azione (specie la arquette, brava mammina tossica e ninfomane). e mi dispiace, meno vagamente, per i pochissimi spettatori che vorranno affittarsi “hell’s kitchen”: sia perché, appunto, incapperanno nel peggiore film di tutti i tempi, sia perché si saranno comunque negati l’ebbrezza quasi sessuale di ammirarlo al cinema, dentro una sala che rimbomba di urli, fischi, risate e applausi fragorosi…

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11/01/2007

preghiera in gennaio

(l’anniversario cade oggi, ma per me continuerà sempre a cadere dopodomani)

seduto con tommy sui gradini della basilica di carignano, l’alba del 13 gennaio 1999, aspettavo che facesse giorno. e, assieme al giorno, aspettavo che arrivasse il feretro, ricordando l’ultima volta che avevamo applaudito fabrizio. pochi mesi da percorrere all’indietro. mezza estate. un concerto davvero magnifico. ripensavo a fabrizio e, inevitabilmente, pensavo a me. alla mia vita. a chi c’era e a chi c’era stato. un bilancio, insomma. il più autentico che avessi mai portato a termine... tommy fumava e aveva gli occhi tristi. io fumavo e sentivo crescere, violenta, una nuova verità: ero diventato grande. per sempre.

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10/01/2007

capitalismo avanzato
 
zac
 
quelli che dicono “posso darti un consiglio?” meritano di essere risucchiati dal culo di un facocero, va bene, ma trovo comunque giusto correre il rischio: se credete di aver perso la carta di credito, e sentite che il panico inizia a sbriciolarvi le ginocchia, contate fino a millemila prima di farvela bloccare. siate freddi. siate lucidissimi. e, soprattutto, verificate che la cazzo di fodera del portafoglio non sia molto più profonda di quanto la vostra mente sospetti... 

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09/01/2007

2,50
 
cosa ti resta, alla fine, di ljubljana? la sua vivace modernità? la sua notevole raffinatezza estetica, un po’ barocca un po’ secessione viennese, che incornicia affettuosamente lo zampillo popolare dei mercati e dei chioschi? i suoi ristorantini mozzafiato? la sua centralissima chiesa rosa, peraltro di marca italiana, che tutti gli sloveni chiamano segretamente “il maialone” (vabbè, questo lo penso io)? le sue irraggiungibili cioccolate calde? i suoi scorci maledettamente belli, quasi parigini, che punteggiano senza mai apparire vezzosi le rive del fiume? dovendo proprio scegliere cosa ti resta, e non è facile, direi che della piccola ljubljana ti resta almeno una grande certezza: le marlboro non costano veramente un cazzo…    

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08/01/2007

quando i trentacinquenni fanno oooh
 
grazie di esistere, mendy!!!

...ringrazio mendy per avermi ricordato che sono ancora capace di meravigliarmi...

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04/01/2007

parliamone
 
quanti commentatori anonimi servono per avvitare una lampadina?

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l’uomo che viveva con la testa dentro al culo
 
<malinconia>…e altre vecchie meraviglie che in questa bella giornata color pantegana mi mancano tanto…</malinconia>

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02/01/2007

cammelli

dopo turpi quantitativi di sms algebrici (“pace + gioia + letizia”: cambiando l’ordine degli addendi bla bla bla) e dopo turpi quantitativi di sms riciclati (ivi inclusi gli eterni mantra scopaioli che circolano senza sosta da quando esiste la telefonia mobile), un chiaro segno divino mi si è perentoriamente manifestato sul display: “possano i pidocchi di millemila cammelli egiziani affliggere il culo di chi disturba il tuo 2007”. stupore! meraviglia! commozione! c’è ancora qualcuno, dunque, là fuori? esiste (resiste) ancora, dunque, la razza umana? stavo quasi per accantonare il mio flebile ottimismo, a favore di una rocciosa e definitiva misantropia, ma forse il tasto “esc” può aspettare…

[a proposito di
aspettare: noluogo uscirà giovedì e il blog n.2 l’ho aggiornato adesso]

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