forever young?
domani questo blog compie tre anni.
ecco perché il 655° post è un post di bilancio...
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YOU SCORED 90% CORRECT
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You are an 80s expert!
You never confuse New Order with the Pet Shop Boys!
You know which classical musician Falco rocked!
When it comes to 80s music, you Just Can't Get Enough!
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[con la mano sui maroni, vi e mi auguro un 2007 quantomeno decente]
sottozero
avete presente quando elliot scambia la madre di turk per morgan freeman e poi, uccisa dalla gaffe, aggiunge “belle lentiggini”? ecco. oggi sto esattamente così: non ho fatto gaffe, questo no, ma mi sembra di aver ingoiato un iceberg…
london’s burning
the clash was the greatest rock band.
they wrote the rule book for U2.
it’s such a shock.
- bono -
anche joe strummer se n’è andato. e andando via si è portato dietro buona parte della nostra adolescenza: l’eredità di un furore musicale che noi under 35 avevamo scoperto (e amato) con qualche anno di ritardo. un furore musicale necessariamente lontano e necessariamente nuovo, contundente, esaltante. la fotografia di un’inghilterra marziana, sconosciuta, piena di fuoco…
questo ci ha raccontato, joe strummer. questo ci hanno raccontato, joe strummer e i suoi clash. ci hanno raccontato la straordinaria bellezza, la straordinaria ricchezza, del punk-rock. ci hanno raccontato “janie jones” e “white riot”, “safe european home” e “stay free”, “julie’s been working for the drug squad” e “career opportunities”. ci hanno raccontato un album grandioso come “london calling”. e ci hanno raccontato, ovviamente, “white man in hammersmith palais”, una delle pochissime canzoni che possono stabilire un prima e un dopo nell’esperienza di un ascoltatore.
è un giorno triste. ed è ancora più triste sapere che la morte di joe non sarà una morte rumorosa. o, quantomeno, che sarà una morte normalizzata, standardizzata, tenuta a debita distanza dal santuario mainstream dei freddie mercury e dei kurt kobain… è un giorno triste. è il giorno in cui londra ha smesso, forse per sempre, di bruciare.
(22 dicembre 2002)
in poche parole
mentre il blog n.2 ospita un chicca veramente luxuriosa, il blog n.1 canta “èppi bèrdei” a un suo vecchio amico e poi si prende qualche giorno di vacanza…
qual è...
diva
non sei bella: ti ci senti. anzi: ti senti figa. maledettamente figa.
le bionde trecce, gli occhi azzurri e poi. poi: calzette rosse? no.
cuffiette bianche. dell’i-pod. tutina ciucciata e griffata. bianca.
air max dorate. forse d’oro. con gli ammortizzatori a 24 carati.
figa, ti senti maledettamente figa. e anche il tuo jogging è figo.
hai una laurea in jogging, va da sé, o, almeno, hai un diploma.
corri bene. corri piano. piano quanto basta per farti ammirare.
e moltissime persone, effettivamente, si fermano. ti ammirano.
ti appiccicano gli occhi addosso. a lungo. proprio come volevi.
neppure lo sospetti, vero, che dietro quegli sguardi ci sia altro?
bambolina: le tue nobili ascelle violano il protocollo di kyoto...
scavi archeologici / 2
un capolavoro assoluto.
così, tanto per gradire...
ma adesso toglietemi ‘stocazzo di youtube dalle mani!!!
scavi archeologici
...erano gli anni di “stop al panico” e di “affitta una ferrari”, erano gli anni di “people pie” (africa united, ancora con la “d”) e di “fight da faida”, erano gli anni dei primissimi üstmamò e dei primissimi 99 posse...
- autocitazione -
l’ultima volta che ho visto questa cosa ero una matricola di lettere moderne. l’ultima volta che ho visto questa cosa mondo marcio andava alle medie. l’ultima volta che ho visto questa cosa non potevo certo immaginare che un giorno, ritrovandola, avrei provato un sentimento simile alla tenerezza...
the dreamers
sms di tommy: dimenticavo. ieri ho sognato i ricchi e poveri.
sms di trenta: con o senza la bionda?
sms di tommy: prima senza. poi, a cena, è arrivata anche lei.
sms di trenta: a cena?
sms di tommy: hanno cenato assieme, sì.
sms di trenta: e hanno assunto le droghe ballando nudi “mamma maria”?
sms di tommy: tu come lo sai?
sms di trenta: hai presente franco, il baffone?
sms di tommy: certo.
sms di trenta: non era lui. ero io, mascherato.
sms di tommy: ah! ecco perché si rifiutava di calzare quei bizzarri infradito…
nel 1994 ho scritto una lettera ad ambra
(non mi ha mai risposto)
il nome della rosa
a laura.
perché il suo alfabeto era più bello.
e perché disegnava chiocciole di zucchero sul fondo delle tazzine.
tempo fa si mise sotto inchiesta il sesso degli angeli. e dopo anni di ricerche infruttuose, di concili titanici, di scismi e di roghi, si scoprì la famosa via di mezzo: un sesso, gli angeli, non ce l’hanno. e vissero tutti felici e contenti! ma l’uomo, per natura, è curioso. insoddisfatto. perciò un altro dubbio, forse più stringente del primo, occupò di lì a poco le santissime intelligenze: esiste il nome prima dell’oggetto o l’oggetto esiste comunque, indipendentemente dal nome? o meglio: il profumo della rosa resta profumo anche se noi non lo chiamiamo profumo? uovo e gallina si rincorrevano senza sosta. e mentre l’uovo rotolava e la gallina caracollava, simpatica e immutabile nei secoli, il destino si compiva a loro insaputa: l’oggetto è prima, il nome è poi. la parola indica, esprime. non crea. l’it, così, era definitivamente imbrigliato: la sua presenza fisica non sfuggiva alla catalogazione! rosa è rosa, mela è mela. in un felice panorama di corrispondenze.
(dimenticavo: bentornato, grande affataffa)
cyber-didattica
qualcuno è arrivato qui cercando su google “come sillabare la parola occhiello”.
che dire? la mia maestra ne sarebbe veramente fiera. anzi: ve-ra-men-te fie-ra…
se
se qualcuno ti bombarda il telefono fisso alle otto di sabato mattina facendoti schizzare la valvola mitralica sul soffitto e continua implacabilmente a bombardarti finché non riprendi conoscenza e non rispondi (vorresti assordarlo di bestemmie però produci soltanto fiochi fonemi swahili). se lo stronzo ha la voce da vecchia signora ma vecchia tipo nefertiti non tipo miss marple e prima ti dice “olga?” (tu stai lottando contro lo swahili) poi dice “come va, olga?” (swahili) poi dice “non capisco niente, olga, parla più forte” (swahili) poi di colpo s’incazza e dice “non ho mica voglia di scherzare” e mette giù (tu pensi “baldracca egiziana” in swahili). se dopo tutte queste belle cose e dopo aver preso istericamente a calci il telefono fisso decidi di non tornare a letto e ti prepari il caffè ti fai la doccia ti vesti e mentre ti annodi gli anfibi ti si spezza il laccio con un suono molle e beffardo… ecco, no, allora non è una tua impressione e non devi pensare di essere una persona facilmente suggestionabile: ti trovi davvero di fronte a una spaventosa giornata di merda.
do androids dream of electric sheep?
(ANSA) - roma, 1 dic - “non avendo mai considerato philip dick un grande scrittore, ho sempre considerato il mio film una cagata con le astronavi. questo, almeno, fino a cinque minuti fa”. l’incredibile coming out del regista ridley scott, che per walter veltroni “è un atto doloroso ma necessario, dunque un atto di autentica limpidezza kennedyana”, risale alle 12.14, ora in cui la nota blogger salsarosa ha portato a termine la propria discussione di laurea. “io, peraltro, mica l’avevo capito che deckard era un fottuto replicante”, è stata l’ultima dichiarazione di scott, poi l’aula si è svuotata e a parlare con la stampa è rimasto solo veltroni, commosso, che ha più volte insistito sulla domanda “vi ho mai parlato della limpidezza kennedyana?”. raggiunti telefonicamente dalla nostra redazione, harrison ford e rutger hauer si sono complimentati con la neo-dottoressa e hanno lodato ridley scott per la sincerità. hauer, in particolare, ha espresso la speranza che “blade runner” venga circuitato di nuovo, “anche perché mi trovo un po’ con le pezze al culo”, e ha concluso dichiarando “io, per scaramanzia, corro a decolorarmi i capelli”.
(congratulèscions!!!)