volevo essere scorsese
uno dei miei numerosi cugini americani si sta laureando in architettura con una tesi “about european style” e sta chiedendo a tutti noi parenti spaghetti di girare piccoli video “digital quality” per fargli ammirare le nostre “typical italian house” (suppongo si aspetti enormi statue di padre pio erette nei tinelli e dozzine di mandolini appesi ai muri) dunque impugno fieramente il prodigioso telefonetto e prima di schiacciare il tasto rec mi dedico al sopralluogo e inizio a camminare dentro casa e mentre cammino muovo lo sguardo come una macchina da presa e disegno un piano sequenza davvero niente male che congiunge la zona-notte alla zona-giorno scivolando lungo le pareti colorate del corridoio sfiorando gli scaffali della libreria giocando con i fumetti le videocassette i cd i dvd le foto gli autografi sottovetro la washburn e allora penso “figata, beavis” e penso anche “te la do io la typical italian house” e quando sto per schiacciare il tasto rec lo spigolo acuminato della scrivania m’intercetta con ammirevole precisione il centro dei coglioni e l’ultimo pensiero che riesco a formulare prima di svenire è un sincerissimo e affettuosissimo “good luck” per il futuro architetto californiano di ’stocazzo.
accetta il consiglio
ti stai docciando e, sul più bello, scopri che la bottiglia di shampoo è tragicamente vuota? ecco, amico, resta fermo e non perdere la calma. va bene? oppure sì. perdila tutta, amico, e inizia a bestemmiare come un tavernaio livornese. va bene? ciò che conta, amico, è una cosa sola: qualunque sia la decisione che prenderai, non decidere di sostituire lo shampoo con il bagnoschiuma. hai capito? io l’ho appena fatto, amico, e ti giuro che farrah fawcett, in confronto, sembrava claudio bisio…
due novembre duemilasei
sms di trenta: la data m’inquieta leggermente.
sms di giuliano: ma stai scherzando? sfruttala bene!
sms di trenta: cioè?
sms di giuliano: marketing funerario, amico mio.
sms di trenta: un segnalibro a forma di crisantemo?
sms di giuliano: una fascetta con la scritta “frammenti postumi”.
...e adesso, in un tripudio di miccette, lo spin-off...
c’è sempre una prima volta
ho perso la verginità durante una puntata di “ok, il prezzo è giusto!”. stavo stimando una batteria di padelle antiaderenti e ilaria mi ha stuprato davanti alla tivù.
il segreto di pulcinella
a novembre nelle peggiori librerie di caracas…
racconto lungo? romanzo breve? io, prima di tutto, l’ho immaginato come un film. uno di quei piccoli film, necessariamente italiani, che non documentano fatti straordinari e non fabbricano personaggi straordinari. no. forse perché non ne sono capaci. o forse perché la macchina da presa, poco aristocratica, si sente più vicina alla normalità della vita quotidiana. e spera di saperla riprodurre…
[per il capolavoro che state ammirando, ringraziate assieme a me dania e pro-fumo]
fatima reloaded

the final countdown
amico di trenta: è ufficiale?
trenta: è ufficiale.
amico di trenta: cazzo!
trenta: cazzo, sì, ma aspetta ancora qualche giorno. per favore.
amico di trenta: non esiste! spammo subito l’annuncio dap-per-tut-to!
trenta: ok. io faccio altrettanto con la foto dove sei vestito da puf-fet-ta!
amico di trenta: ...
trenta: ...
amico di trenta: pensandoci un po’ meglio, vecchio mio, saprò aspettare.
paparazzi

(gentile omaggio dell’anonima stronzi)
l’arte di ghiacciare le palle agli scrocconi
sig. rossi: buongiorno. parlo con l’ufficio accrediti?
trenta: no, parla con l’ufficio stampa.
sig. rossi: ah, scusi. mi passa l’ufficio accrediti?
trenta: lo farei volentieri, ma l’ufficio accrediti non esiste.
sig. rossi: come non esiste?
trenta: glielo giuro. non esiste.
sig. rossi: io scrivo su una rivista d’ingegneria.
trenta: capisco. l’ufficio accrediti, però, non esiste lo stesso.
sig. rossi: ascolti, devo recensire il concerto di nicola piovani.
trenta: per una rivista d’ingegneria?
sig. rossi: esatto. a chi mi rivolgo?
trenta: si rivolga tranquillamente a me.
sig. rossi: molto gentile! può riservarmi tre biglietti-omaggio?
trenta: no.
splinderfobia

pronti per il mantra?
bene, possiamo cominciare...
niente panico: è tutto sotto controllo.
niente panico: è tutto sotto controllo.
niente panico: è tutto sotto controllo.
(ad libitum)
police tactical unit
a thomas e sabri.
with love…
grandissimo narratore, prima ancora che grandissimo esteta della macchina da presa, johnnie to sbaglia difficilmente mira (molto, molto difficilmente) e certo non sbaglia con “PTU”: uno straordinario blues metropolitano, assieme denso e rarefatto, che concentra al massimo i tempi oggettivi dell’azione e dilata al massimo il respiro cinematografico. un entusiasmante notturno hongkonghese, in equilibrio tra durezza e umorismo, che gioca con le lancette dell’orologio e con la curiosità dello spettatore…
chi ha rubato la pistola d’ordinanza all’odioso sergente lo? sono stati i giovani sgherri del gangster pony, peraltro appena spedito sul tavolo dell’obitorio, oppure le cose sono andate diversamente? ma soprattutto: fino a che punto i colleghi di lo sono disposti a coprirgli le spalle, mentre scatta l’affannosa ricerca dell’arma e scatta pure il countdown per l’inevitabile rapporto ai superiori?
“PTU”, sovrapponendo le quotidianità dei poliziotti in divisa e dei poliziotti in borghese, disegna un’ampia riflessione sull’etica professionale e sulla solidarietà corporativa: per onorare la legge bisogna essere anche disposti a infrangerla, è il messaggio di johnnie to, e quando l’alba si alza, lenta, sulla città, i coraggiosi guerrieri della strada guadagnano un happy end che vale (da solo) tutto il film.
[venerdì 24 novembre, data storica, uscirà il dvd italiano – qui pippe varie e informazioni]
roarrr

paura, eh?
fatevi sotto, pappemolli!
psycho
sms di giuliano: i wurstel hanno un’anima?
sms di trenta: è una domanda che mi pongo tutti i giorni.
sms di giuliano: ovvio. ma ce l’hanno oppure no?
sms di trenta: certo che ce l’hanno.
sms di giuliano: magiarne dieci e guardare un film con jenny tamburi è da serial killer?
sms di trenta: il dottor lecter, in confronto, era una fatina vegetariana.
sms di giuliano: talvolta provo spavento pensando che esisto.
sms di trenta: a chi lo dici…
indovina chi viene a cena
la madre dei cretini è sempre incinta
perché scopa come un’indemoniata...
- antico detto tibetano-
caro diario,
la maestra, ieri, ci ha portati a mangiare la pizza, e tutta la classe era molto allegra, poi però è successa una cosa abbastanza brutta e abbastanza triste: sono arrivati due bambini pelati, uno vestito di nero con i teschi sulla maglia e uno senza i teschi ma con i pantaloni pieni di catenelle, e hanno sfilato il berretto dalla testa del nostro amico frankie. all’inizio tutta la classe ha fatto una grande risata, perché il nostro amico frankie era tutto spettinato e pensavamo che i due bambini pelati fossero suoi amici, ma il nostro amico frankie e i due bambini pelati non si erano mai visti prima e allora ci siamo rimasti molto male, perché abbiamo capito che non era uno scherzo divertente e che il berretto non era piaciuto ai due bambini pelati per via del fatto che era un berretto rosso e che sopra c’era il disegno di un ragazzo con la barba e con il sigaro tra i denti. a questo punto non abbiamo finito di mangiare la pizza, perché non eravamo più molto allegri, e sono successe molte cose, per esempio che il nostro amico frankie sembrava una statua egiziana, molto immobile e molto silenziosa, che il nostro amico cristian era molto ma molto arrabbiato, e voleva chiedere aiuto ai signori in divisa, come nei film, e che la nostra amica elisa è andata a parlare con i due bambini pelati, che erano usciti, e dopo un po’ siamo usciti anche noi, perché avevamo paura che i due bambini pelati facessero i dispetti alla nostra amica elisa, che è una bambina molto coraggiosa ma anche molto piccola. alla fine, siccome i due bambini pelati non ne volevano sapere di restituire il berretto, e dicevano che era “un trofeo di guerra”, il nostro amico cristian ha telefonato veramente ai signori in divisa. era proprio molto arrabbiato, il nostro amico cristian!!! quando i signori in divisa sono scesi dalla macchina hanno detto “ma ci avete chiamati per un cappellino?”, e un po’ sorridevano, poi però hanno capito che non dovevano sorridere e hanno convinto i due bambini pelati a restituire il berretto, anche se non mi sembra che si siano scusati con il nostro amico frankie. detto tra noi, neanche a me piace tanto quel berretto, però mi è piaciuto ancora meno che i due bambini pelati si siano comportati come si sono comportati e che non ci abbiano lasciato mangiare la pizza in santa pace. stupidi rompipalle!!! meno male che, a cose fatte, i due bambini pelati non si sono accorti che il nostro amico frankie aveva la scritta “cccp” sulla giacca della tuta, forse perché non sapevano leggere, sennò ricominciava tutto daccapo e non tornavamo più a casa a dormire.
io amo le sorelle forbice
sto diventando
forse
ricchione?
come ho pubblicamente dichiarato sul blog di rosa, “ài dòn fìl làic dènsing” è una di quelle bastardissime canzoncine che ti uccidono tutti gli anticorpi: dopo il primo ascolto le vuoi già bene, dopo il secondo la adori senz’alcun ritegno, dopo il terzo è troppo tardi e provi l’irresistibile impulso di danzare con uomini baffuti...
(niente. mi sembrava giusto fare outing)
fight club (?)
sono un vecchio
sparring partner
e non ho visto mai
una calma più tigrata
più segreta di così…
anche paolo conte, a volte, sbaglia.
oppure non conosce bene i blogger.
nuovi elettrodomestici
esiste l’amicizia tra blogger?
certo che esiste.
in caso contrario, il carissimo ataru non mi avrebbe mai regalato la più bella chiave di ricerca degli ultimi tempi: “casalinga con le pile nel culo”!!!
(sono commosso)
la gioia del risveglio
sì, va bene.
va bene che fai un mestiere vecchio e nobile. va bene che fai un mestiere tristemente condannato all’estinzione. va bene che i mestieri vecchi e nobili andrebbero difesi come i panda e le marmotte. va bene che agisci lealmente, ne sono certo, e che non esiste alcuna malizia nei tuoi gesti. va bene pure che il mondo è bruttosporcoecattivo, che la società è corrotta, che il materialismo dilaga.
va bene, dico davvero.
ma non va bene che tu, ogni santa mattina verso le sei e mezza, impugni le corde, ti ci appendi e inizi a strattonarle con quel fervore omicida, fottuto campanaro del cazzo…
miao
primo postulato dello zapping radiofonico: se la canzone in cui ti sei appena imbattuto ha un’aria familiare, ma per quanto ti sforzi non riesci a riconoscere il cantante, è assolutamente certo che stai ascoltando gatto panceri.
mi perdoni, padre, perché ho peccato...
scusate: vi risulta che su eBay vendano un cilicio?
non so perché, ma sento di averne improvvisamente bisogno.
happiness
sms di trenta: ciao, ragazzone toscano. ti sei già ammirato su noluogo?
sms di giuliano: no. l’ho fatto allo specchio e non è stato un bel vedere.
sms di trenta: la tua gioia scalda il cuore. stai seguendo un corso di necrofilia?