c-c-c-c-contessa (tu non sei più la stessa)
dopo aver visto pavarotti che canta “viva forever” con le spice girls, anni fa, credevo di aver visto tutto, ma ieri ho visto una smart e dietro il volante della smart c’era lucia, motivo per cui l’anziano ciccione e il suo nefandissimo gorgheggio “hasta mañanaaaa… always be mineeee…” sono stati immediatamente polverizzati.
voi non conoscete lucia, d’accordo, però fidatevi a scatola chiusa: vedere lucia dietro il volante di una smart è come vedere charles bronson che danza “lo schiaccianoci”, o simona ventura che scopre l’esistenza della consecutio temporum, quindi capirete il mio stupore e, spero, la mia amarezza.
“è la fine di un’epoca”, ho pensato, ricordando i tempi felici: io che dicevo “tu non sei una donna, tu sei un fottuto mandriano” e lei, orgogliosa, che diceva “ti voglio bene”, ruttandomi fragorosamente in faccia e grattandosi vigorosamente le chiappe (oh lucia, dolce lucia, che davi sempre l’impressione di rovistare dentro al cofano di un pick-up anche quando preparavi una tisana). “è la fine di un’epoca”, ho pensato, così le ho scritto “che cazzo di macchina ti sei presa?”.
avevo paura che fosse troppo tardi. avevo paura che il demone di carrie bradshaw si fosse impossessato del fottuto mandriano e fosse pure riuscito a regalargli un beauty case (nonché un gigantesco epilady). la fine di un’epoca, appunto. la tragica estinzione delle lucie. poi, fortunatamente, è arrivata la risposta: “macchina? ti sembra una macchina, questa merda? l’ho pagata intera e me ne hanno data mezza!!!”.
deo gratias: l’armageddon può attendere...
forse.
supereroi contro le forze del male

pubblicità progresso: dree e 30marlboro per la pace nel mondo (sponsored by friulpoint)
queste due splendide fatine salveranno il pianeta.
da cosa, non è dato sapere.
ma lo salveranno…
where is my cellular phone?
caro ladro,
vorrei augurarti le peggio disgrazie mai concepite (roba che von trier, in confronto, è lo sceneggiatore dei “cesaroni”), però il mio spirito cristiano me lo vieta categoricamente. non mi resta, quindi, che porgere l’altra guancia, limitandomi a sperare che il dottor stranamore usi il tuo culo per parcheggiarci dentro il camper.
jurassic park
diciamocelo chiaramente: o i mammuth non si sono estinti o la merda che stavo per calpestare cinque minuti fa è opera di un burlone.
volevamo essere gli U2

(ma il produttore, inspiegabilmente, ci preferì antonacci)
mother / 2
sms di trenta: hai visto tuo nipote con la d’urso?
sms di gloria: no. cosa ci faceva con la d’urso?
sms di trenta: il valletto circense. più o meno.
sms di gloria: non ho capito.
sms di trenta: giacca rossa, mostrine dorate, cilindro…
sms di gloria: ah! venghino siore e siori?
sms di trenta: esatto.
sms di gloria: non sono io che ho nipoti, sei tu che hai cugini.
(che figa la mia mamma)
mother
sms di gloria: come va?
sms di trenta: annaspo nell’inadeguatezza.
sms di gloria: mi sarei accontentata anche di un semplice “non c’è male”.
sms di trenta: il piacere d’immaginarti attonita ha preso il sopravvento!
sms di gloria: io sono sempre attonita, amore, perché ho un figlio idiota…
(che figa la mia mamma)
redirigiti questo cazzo
possedendo lo stesso know-how tecnologico di un daino, ed essendo comunque afflitto da una pigrizia immorale, prego chiunque ne faccia uso di aggiornare manualmente l’indirizzo dei miei feed senza devastarmi i maroni con il verbo “redirigere” e, soprattutto, senza suggerirmi qualche simpatico prontuario for dummies.
ok?
(grazie)
drupi guida un suv
(quindi non può essere una macchina da stronzi)
giuliano sostiene con fermezza che i saldatori non abbiano l’intelligenza degli elettricisti né la passionalità degli elettrotecnici e, a questo proposito, mi suggerisce di scrivere un saggio comparativo: “da paolo conte agli squallor - energia elettrica e sentimento nella canzone d’autore italiana”. splendido, vero? splendido. ma se proprio vogliamo parlare di splendori… bèh, allora diventa prioritario parlare dell’uomo che io e giuliano abbiamo applaudito sabato sera e che giuliano ritrae così:
è il siddharta di pavia. il bodhisattva del ticino. l’ultimo guardiano di un monastero padano dove risuonano estremi rintocchi di lirismo. dal volto rugoso del gotama dell’oltrepò si dischiude un sorriso fiammeggiante, quello stesso sorriso che più volte ha invocato a regalo. è un govinda saltellante tra sabbia di fiume, spumosi scrosci di barbera e lavatrici gettate dai ponti. a lui hanno smesso di regalare pesci, ha imparato a pescarseli da solo, molto presto. sin da quando le sue muse erano sdraiate sul plaid dietro al canneto, piccole e fragili come ciuffi d’erba, a recitare chandogya-upanishad nella lingua longobarda e fiere dei loro corpi nudi. e lui che pescava.
la sublime ode giulianesca, in realtà, sfiora le ottomila battute, perciò ho deciso di pubblicarla sul prossimo noluogo e di cestinare l’umile post a quattro mani che stavo pregustando (è sopravvissuto soltanto il titolo). diciamocelo: cosa puoi aggiungere, su drupi, dopo che qualcuno lo ha definito “il bodhisattva del ticino”?
every man wants to be a macho macho man
un amabile attore-poeta, parlando di me con un amico, ha detto: “prescindi dalla barba. prescindi. non sembra charlotte rampling?”. ecco. il problema, adesso, non è stabilire quanto sia lucido o fisionomista l’amabile attore-poeta: il problema è stabilire quanto mi sia urgente smettere di ascoltare hilary duff, comprare un chopper e commissionare al mio tatuatore un enorme dragone che caga palle di fuoco...
MBA / scopri l’intruso
(e poi, quando lo scopri, votalo)
compiti per le vacanze
(leggi e riassumi un libro bellissimo. esempio: “tre metri sopra il cielo”)
babi e step cioè un’inutile fighetta romana che frequenta un liceo fighetto vestendosi da inutile fighetta romana e un teppista tamarro che prima di diventare un teppista tamarro era un bravo ragazzo ma poi sua madre ha scopato con il dirimpettaio perciò lui ha reso storpio il dirimpettaio diventando un teppista tamarro (in realtà non ho capito bene quand’è che diventa un teppista tamarro perché va considerato anche lo straordinario flashback dove step non è ancora un teppista tamarro e un altro teppista tamarro lo picchia per futili motivi così il nostro eroe s’iscrive in palestra mette su qualche muscolo torna dall’energumeno e gli sfonda il culo) flirtano fino a pag. 292 trombano a pag. 293 e si mollano a pag. 295.
post-it
il ritorno del grande burma.