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non smetterò mai di sperare che tiziano ferro venga travolto da una carica di cinghiali...

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31/08/2005

homevideo /  “killing me softly”
 
non contento della palma d’oro per “addio mia concubina”, cioè non contento di aver narcotizzato gli spettatori di mezzo pianeta, chen kaige si è rifatto vivo dopo nove anni (e dopo altri due ninnoli cinesi). trasloco in piena regola, il suo, e non semplicemente geografico: volando da pechino a londra, infatti, ha messo da parte i languori chic ed è atterrato sulla pista del thriller. anzi: del thriller erotico. “killing me softly”, però, non è “basic instinct”. e qualche furba scopata, sebbene generosa, non basta certo a tonificare un filmetto gracile e prevedibilissimo...
chi è, veramente, adam tallis? l’impavido scalatore che tutti invidiano all’inghilterra, conteso dai giornalisti e dalle donne, oppure un ragazzone perverso che colleziona omicidi senza disdegnare il sadomaso e gli stupri? alice, bella web-designer a corto di gratificazioni sessuali, si pone il dubbio troppo tardi: ora che ha scoperto le sante gioie della femminilità, archiviando il pudore e un fidanzato amorfo, le resta da scoprire quali segreti nasconda il divo dell’alta quota... pretesa legittima, diciamocelo, visto che alice è appena diventata la signora tallis!
il sospetto prende lentamente corpo attraverso una serie di lettere anonime recapitate alla sposina: qualcuno trepida per lei, per un’incolumità che sembra destinata a durare pochissimo. chi è, appunto, adam tallis? perché il suo armadio è sigillato da un grosso lucchetto? cosa può portare, insomma, il colpo di fulmine per uno sconosciuto, oltre a un matrimonio esageratamente precoce? hitchcock avrebbe saputo tradurre ogni singola domanda in un formidabile detonatore narrativo, mentre kaige si limita a compilare una lista, uccidendo morbidamente i brividi del pubblico: questione di sceneggiatura, questione di ritmo, questione di stile.
hitchcock, del resto, non avrebbe mai affidato all’abominevole joseph fiennes il ruolo di adam, anche se la splendida alice di heather graham gli sarebbe sicuramente piaciuta da morire...

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29/08/2005

traumi d’infanzia
 
una sera, tanti anni fa, ho sorpreso i miei genitori mentre ballavano la polka.
non l’ho mai detto a nessuno, ma sono tuttora convinto di essere stato adottato…

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27/08/2005

wendy?
 
sono a casa, amore!

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11/08/2005

roma + copenhagen

trentamarlboro | plink | commenti (19)

10/08/2005

com’è umano, lei!
 
(...) nei mesi scorsi avevamo pensato di chiudere definitivamente l’esperienza, ma l’affetto e le continue richieste della gente ci hanno portato ad accogliere una nuova sfida.
 
ah, ecco.
è per la gente, quindi, che maurizio costanzo ha scelto di trasferire sul digitale terrestre il “se stesso show” e di registrare le nuove puntate senza pubblico in sala.
per la gente…
diavolo di un benefattore!
 
(corro a comprarmi il decoder)   

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08/08/2005

homevideo / “birthday girl”
 
il trailer televisivo prometteva sensualità, quello cinematografico prometteva risate, ma “birthday girl” non sceglie nessuna delle due direzioni. anzi: non sceglie  direzioni. punto. inizia come una commedia leggera leggera, poi lascia spazio a qualche minuscola scheggia di erotismo, poi cambia decisamente rotta e sembra orientarsi verso territori pulp, poi li abbandona per il thriller, per l’on the road e, se ancora non fosse abbastanza, per un happy end improbabile e zuccheroso! peccato che, tra uno sbandamento stilistico e l’altro, il giochino di jez butterworth stanchi presto: troppo impegnato a compiacersi di tanta fiera disomogeneità, non si accorge che gli resta appiccicato addosso l’omogeneo grigiore della noia cinematografica.
“birthday girl” fallisce dove il suo illustre modello, “qualcosa di travolgente”, riusciva alla perfezione: tenta di spiazzare a tutti i costi lo spettatore, di terremotare le aspettative tradizionali, però delega ai singoli guizzi di sceneggiatura ciò che invece dovrebbe garantire e nutrire anche attraverso il ritmo e la solidità del flusso narrativo... butterworth, del resto, non è jonathan demme. e non è certo sufficiente la clamorosa bellezza di nicole kidman, qui davvero mozzafiato, per raddrizzare le sorti di un filmetto più banale che bizzarro. un filmetto che, per imperdonabile autolesionismo, affida all’opaco e monotono ben chaplin il ruolo di protagonista.
sì, d’accordo, è il tristissimo bancario inglese john a richiedere un volto opaco e monotono. la maschera di un uomo che, sconfitto dalla propria mediocrità quotidiana, dedice di concedersi un’improvvisa scintilla e cerca moglie via internet (l’agenzia matrimoniale si chiama “from russia with love”: bella botta di fantasia, eh?). un attore meno propenso alla catatonia, comunque, avrebbe nettamente facilitato il compito del pubblico. lo avrebbe aiutato a tifare per il povero john, vittima di una truffa crudele, e a trepidare per lui, disavventura dopo disavventura... “birthday girl”, al contrario, spinge subito a schierarsi dalla parte dei cattivi (spassosa vacanza comica di mathieu kassovitz e vincent cassel) e a detestare l’eroe per un’infinita serie di valide ragioni. a cominciare, ovviamente, dalle numerose trombate con la kidman!

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04/08/2005

massimi sistemi
 
giovanna: cos’è che vi fa più paura? la recessione? l’aids? il terrorismo?
trenta: i sosia di elvis.
fabrizio: l’idea di cagarmi addosso in pubblico.
luca: l’idea di cagarmi addosso in pubblico mentre sono vestito da elvis.
giovanna: ma perché mi ostino a parlare con voi?

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02/08/2005

meteo
 
in questi giorni sono allegro come un tassidermista.
e cordiale come un cannibale.
il fumo uccide, va bene, ma anche l’afa non scherza un cazzo!
fortuna che hanno inventato il pinguino de longhi.
mi fa proprio sesso, il pinguino de longhi.
tipo angelina jolie…

(36 gradi fissi. 40% di umidità. allucinazioni erotiche)

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