il declino della civiltà occidentale
intervistatrice: la cosa che tutti si domandano, alla fine, è sempre la stessa… ma flavia vento ci è o ci fa?
flavia vento (con un sorriso da premio nobel): su internet ci sono un sacco di siti dove la gente parla di me e si chiede se sono stupida. se fossi stupida, però, sarebbero stupidi anche loro, visto che parlano di me. quindi… quindi un po’ intelligente lo sono!
(“verissimo”, canale cinque, puntata in corso)
bipedi e quadrupedi
odio il caldo, non amo il calcio e odio le adunate: sarà per questo che ieri pomeriggio ho accettato di uscire, mentre l’afa caramellava tutto e mezza udine festeggiava la champions league? a volte non mi capisco. no. ma non capisco neppure l’eccitazione di chi maneggia le trombe da stadio, come se il barrito dei mammuth fosse un suono arrapante, e figuriamoci se capisco quelli che ti strillano “juvemmerda” nelle orecchie, diventando cianotici prima di arrivare alla lettera “m”…
giovanna e giuliano, lei trentina e lui toscano, indicavano la folla dei miei illustri concittadini e mi pigliavano per il culo: “non è una questione di sport, è una questione di appartenenza. appartieniti!”. poi, fortunatamente, hanno litigato, perché giovanna desidera un gatto e giuliano, piuttosto, si darebbe fuoco: “a te piacciono i gatti, a me piacciono i cinghiali. quando li vedo, sto bene. mi rilasso! cosa vogliamo fare?”.
sinceramente, credo che la spunterà giuliano.
amarcord
ho appena finito di spulciare le statistiche generali del blog. ho appena scoperto, cioè, di aver totalizzato 11736 commenti. e, soprattutto, ho appena scoperto di aver sfornato 420 post, alla faccia di una pigrizia davvero disumana! vabbè. questo, dopo un anno e mezzo, rimane ancora il mio preferito…
il nuovo telefonetto di mamma
arriva un sms.
è gloria.
leggo: asclsaclò mcasiq sqle jpejel kjdkeel ddèq
rispondo (gentile): sei ubriaca?
dopo qualche minuto: weqewqjj askla sswopàùvmn
rispondo (sempre gentile, ma leggermente preoccupato): checcazzo ti succede?
dopo qualche minuto: kdkaawq
ok.
la chiamo.
sarò uno zuccherino…
-mamma? tutto bene?
-avevi promesso che m’insegnavi a usare i tasti!
-cosa c’è da capire?
-va malissimo!
-è uguale all’altro, cazzo! solo che il punto lo fai con l’uno e lo spazio con lo zero!
-no, no… va malissimo!
-ma mi ascolti quando ti parlo?
-perché alzi la voce?
-sei irritante, cazzo!
-ti irriti facilmente, mi sembra...
-e allora vaffanculo te e il cellulare!
-ecco, bravo!
chiudo.
sorrido.
e lei, subito dopo, mi scrive: òdaksdsk ifwkewm weeefkf
che figa, la mia mamma…
se mi lasci... ti rullo di cartoni
brainstorming? dopo aver scartato parecchi titoli scemi a favore di un titolo ugualmente scemo, i nostri baldi creativi non si sono certo sentiti abbastanza soddisfatti: leggete qui e rabbrividite!
la catena dell’ammmore
chiamato in causa da aluccia, molly, sasaki, ed esaurite le possibili combinazioni tra fauna mediterranea e sacra famiglia, mi metto subito all’opera…
volume totale dei file musicali nel mio hd
tipo 11/12 giga (ora ho smesso perché lo spot di faletti mi terrorizza)
l’ultimo cd che ho comprato
quello dei gorillaz
canzone che sta suonando ora
get back - ludacris & sum 41
cinque canzoni che ascolto spesso (ultimamente)
my friend - groove armada
coin operated boy - the dresden dolls
coffee & tv - blur
out of time man - mano negra
the passenger - iggy pop
cinque blogger a cui passo il testimone
attendo, con piacere, le bestemmie di:
pippe stellari – episodio III
davvero stupefacente sul piano visivo, ma scritto con imperdonabile fiacchezza, l’ultimo capitolo della più gloriosa telenovela galattica esalta e delude in ugual misura. esalta, appunto, per l’immane profluvio di arte digitale, mai stata così vicina alla perfezione assoluta, ma delude per i modestissimi esiti della sceneggiatura, piatta e stanca, mettendo a nudo splendori e miserie di un progetto cinematografico tanto ambizioso quanto fragile. fa quasi tenerezza, certo, la devozione trentennale con cui george lucas ha coccolato “star wars”, saga delle saghe, e proprio per questo, forse, era lecito aspettarsi qualcosa di meglio. qualcosa che ovviamente non tradisse l’essenza ingenua e fiabesca della prima trilogia, chiusa nel 1983, e che, al tempo stesso, giustificasse pienamente l’effettiva necessità della seconda, aperta a ritroso nel 1998 da “episodio I”.
cala il sipario, dunque, e cala sotto il segno scuro di anakin skywalker, giovane pupillo di obi-wan kenobi nonché imminente inquilino dello scafandro di darth fener (vader, per i puristi). “il male è ovunque”, assicurano i titoli di testa, e l’intero “episodio III” esaspera via via il concetto: i cattivi trionfano, i buoni soccombono, gli amici tradiscono, la repubblica diventa impero e l’impero diventa proprietà esclusiva del viscido senatore palpatine. brutte giornate per i nostri eroi, insomma, che le prendono di santa ragione e sono tristemente costretti a tagliare la corda (nano joda compreso)! l’happy end, però, è solo rinviato. o meglio: è arcinoto da oltre vent’anni (“il ritorno dello jedi”). e questo, fatalmente, uccide qualunque velleità di pathos…
due uomini geniali
trenta: dov’è che eravamo rimasti?
la pimpa: non te lo ricordi?
trenta: no. sei tu il fanatico di “pippe stellari”.
la pimpa: giusto.
trenta: quindi?
la pimpa: eravamo rimasti alla “guerra dei cloni”.
trenta: ah, sì. ok. veramente brutto! e adesso?
la pimpa: e adesso ci vediamo “la vendetta dei sith”.
trenta: …
la pimpa: …
trenta: scusa, ma chi cazzo sarebbero ‘sti sith?
la pimpa: e io che cazzo ne so?
(andando all’anteprima notturna di “episode III”)
un uomo geniale
mike bongiorno: questa bambina, pensate, studia il pianoforte da nove anni!
bambina: sì.
mike bongiorno: quindi farai molti concerti, immagino…
bambina: suono ai saggi di primavera e di fine anno.
mike bongiorno: con quale strumento?
(“genius”, retequattro, puntata in corso)
fiction
da un’idea di teodosio losito…
get pimped!
su mtv c’è questo programma, “pimp my ride”, con il rapper xzibit che invece di gestire un racket di mignotte gestisce un’officina piena di maschioni. vabbè. cosa succede, in questo programma? succede che tu hai una macchina di merda, ma di merda veramente, e quando passi ti prendono tutti per il culo che nemmeno stallone quando dice “bubi”. anche tua mamma ti prende per il culo, si accanisce proprio, e ogni tanto invita le sue amiche in garage per farsi quattro risate. scopare, poi, non scoperai mai: non se ne parla. chi ti caga? a questo punto, ovviamente, inizi a sentirti un po’ demoralizzato, ma all’improvviso ti viene in mente “pimp my ride” e cosa fai? porti la tua bella 127 abarth da questi meccanici strani, un gruppo di energumeni noti alla polizia come “west coast customs”, e loro te la trasformano subito in una specie di shuttle super-tamarro, così appena torni a casa tutti gridano “yo!”, ti rispettano e fanno a gara per rimorchiarti. la figata di “pimp my ride” è, appunto, il messaggio sociale che lancia xzibit: se guidi uno scassone morirai vergine e sbeffeggiato, se guidi la bat mobile (o un’altra macchina da magnaccia) vivrai alla grande. yo, brotha! in entrambi i casi, questo lo aggiungo io, tua madre dovrebbe comunque imparare a farsi i cazzi suoi…
...duecentocinquantamilamarlboro...
domenica bestiale
no, non intendo la mia: intendo quella del grande maxime!
guardate che splendido restauro.
guardate che splendido regalo.
splendido e inatteso…
il blog sta per soffiare sulle sue prime 250.000 candeline e io non potevo davvero immaginarmi una festa più bella!
(grazie di cuore, intrepido accatiemmellista)
chiara ai tempi dell’ikea
quando il gioco si fa duro,
io metto le scarpe scomode.
se solo non fosse così lunatica, e imparasse a fidarsi del proprio talento, diventerebbe una web-star in cinque minuti. anzi: lo sarebbe già da un pezzo. ma lei non si fida. non ancora. ed è troppo lunatica per digerire, con un minimo di appetito, qualche indispensabile boccone autopromozionale…
diciott’anni fatti il 3 dicembre, acuta e bella, chiara usa il blog come un moleskine: annota, più che scrivere. o meglio: pensa di annotare, perché invece scrive. e scrive benissimo. maneggia splendidamente l’ironia e l’umorismo, a dispetto di un’essenza timida e imbronciata, e non sbaglia mira neppure nei momenti di allegra noia passati rockeggiando davanti allo specchio del bagno.
insomma: tra siparietti familiari e struggimenti amorosi, tra sfighe scolastiche e dilemmi estetici, la devota pellegrina di santa ikea merita davvero attenzione. tutta l’attenzione di cui lei stessa, oggi, non si crede all’altezza. e quando, finalmente, avrà cambiato idea, rileggerà queste parole senza essere tramortita dall’imbarazzo. sì. forse, addirittura, mi sorriderà…
(tre post consigliati: 1, 2, 3)
guinizzelli reloaded
la pimpa: com’è, questa luciana? figa?
il maestro: no.
trenta: simpatica?
il maestro: nemmeno.
la pimpa: ok. del tutto indifferente?
il maestro: più che indifferente, direi un cesso.
trenta: foco d’amore in gentil cor s’apprende…
il maestro: ha i denti verdi, cazzo!
la pimpa: verdi?
il maestro: bèh… muschiosi.
trenta: tu sarai sempre il mio stilnovista preferito!
ciao a tutti.
mi chiamo gianmatteo e sono un fumatore…
ho iniziato a fumare il 3 marzo 1989, in gita, e la prima sigaretta è stata una camel morbida. ho fumato camel morbide per un paio di mesi, trovando il pacchetto una vera bellezza, poi ho scoperto le chesterfield e ho scoperto che il sapore del tabacco mi piaceva quanto il sapore del caffè. o del pane. questa presa di coscienza, lucidissima e violenta, mi ha gloriosamente elevato a fumatore professionista: non ho più smesso di cercare l’aroma perfetto, la divina empatia, e quando finalmente ho capito che stavo cercando le marlboro, le mie amate rosse, avevo già sperimentato le lucky, le muratti, le merit, le philip morris, le gitanes, assieme a vari tipi di ms e a varie decine di marche senza storia…
ho iniziato a fumare il 3 marzo 1989, sedici anni fa, e dal momento esatto in cui ho iniziato a lavorare, quattordici anni fa, ho sempre fumato mentre battevo sui tasti. sempre. a casa, in redazione, in ufficio, nelle sale-stampa. sempre. quattordici anni di articoli scritti fumando. quattordici anni di fedele condivisione, non di semplice abitudine, che ora si sono drammaticamente spezzati. ora, sì. ora che pure il mio innocuo spazio solitario, con le sue grandi finestre spalancate, è caduto vittima del neo-proibizionismo!
ho iniziato a fumare il 3 marzo 1989, a firenze, e oggi, qui a udine, ho subito iniziato ad annaspare: deragliamenti chimici, digitazione lentissima e, soprattutto, congiuntivi sbagliati. ortografia incerta. sintassi marziana. perché io, senza fumare, non so scrivere. cazzo. perché io, senza fumare, mi trasformerò in flavia vento. perché io…
io propio tanto felice che “le consiguenze dellamore” ha vinto i premi! io avere molta pasione verso cinema italiano! io pensare che toni servilo è davero molto bravo come atore e spero propio che vince i premi di nuovo!
tòh, chi si rivede!
i vucumprà del futuro
(domani, italia unooo, ore 21)
per apprezzare fino in fondo il bellissimo “x-men” non è necessario avere familiarità con la marvel, però aiuta: aiuta a farsi inghiottire da un film che scansa i moduli convenzionali dell’easy-pop e che, soprattutto, non soffre di urgenze narrative… lo spettacolo non manca, certo, ma chi si aspetta l’ennesima sagra hollywoodiana rischia di restare deluso: la guerra salva-mondo, qui, è una guerra essenzialmente filosofica. ed ecco perché gli estimatori di wolverine partono avvantaggiati: lo scenario di “x-men”, su grande schermo come in edicola, è uno scenario freddo e cupo, abitato da anti-eroi tormentatissimi e non già da super-eroi gigioni che svolazzano a caccia di cattivi!
dopo “i soliti sospetti”, dunque, il grande bryan singer ci regala un’altra opera da ricordare, girata splendidamente e splendidamente fotografata. un’opera che, prima di stilizzare l’eterno conflitto bene/male, parla di pregiudizi, diversità e razzismo puntando l’obiettivo sulla possibile minoranza etnica del futuro: la comunità dei mutanti, uomini e donne tristemente destinati a fare paura (o, nella migliore delle ipotesi, a suscitare diffidenza). un’alterazione genetica, il fattore-x, li ha dotati di poteri particolari, molto particolari, e alla gente non importa chiedersi quanto possa essere pesante un fardello del genere: ciò che conta è sostenere la crociata del senatore kelly, ossessionato dall’idea di presidiare la purezza americana...
anche tra i mutanti, del resto, ci sono pecore bianche e nere. anzi: nerissime. e quando il feroce magneto dichiara guerra agli usa (ha in mente una sorta di olocausto alla rovescia, l’insano vecchietto, proprio lui che nel 1944 ha visto papà e mamma incamminarsi verso la camera a gas), tocca allo squadrone del professor xavier sbarrargli il passo: wolverine, tempesta, ciclope, jean grey e rogue. tocca a loro scardinare il piano di magneto, e scardinare il culo del senatore kelly, sapendo bene che nessuno sarà ancora pronto per festeggiarli. e per accettarli...
6 maggio 1976
e mentre il culo di paolino meneguzzi si aggiudica una sana cura medievale, raccogliendo 60 voti su 215, io penso al mio, di culo, perché quel giorno il mio culo ha avuto culo veramente…
sopravvivere o morire?
me lo ricordo bene, quel giorno.
ricordo bene il caldo, un caldo innaturale.
e ricordo bene il latrato dei cani.
innaturale, sì, mostruosamente innaturale.
cupo, disperato, continuo…
quel giorno lo ricordo in bianco e nero, però lo ricordo bene.
il rumore, soprattutto.
il rumore…
come puoi dimenticarti che rumore fa la terra quando esplode?
la natura prima di tutto
stamattina: uffici, banca, menate burocratiche da sistemare. e solo quando sono rientrato, cinque minuti fa, ho preso piena coscienza delle seguenti spese:
-iscrizione al wwf
-stecca di marlboro
-cofanetto rosso di caffè illy
-“il libro nero dei serial killer”
-quotidiani, fumetti, bottiglia di montenegro
ora penso: va bene che il mio rapporto con il denaro è lo stesso di un quindicenne rincoglionito, e va bene pure l’effetto ipnotico della visa, ma perché cazzo mi sono iscritto al wwf?
perché?
ecco.
questo resterà un autentico mistero…
strani giorni
muore il papa polacco e se ne fa uno crucco poi l’evento innesca una rapida simmetria elettorale o comunque un’affettuosa parodia mistica però il governo quando muore non muore abbastanza e subito dopo cristianamente resuscita poi c’è la finale di “amici” e antonino dimostra che lo show-biz non è cinico e non discrimina i trogloditi poi c’è “music farm” e francesco baccini conquista l’oro olimpico nel lancio del bestemmione poi quel sant’uomo di angelo izzo smette i panni della suorina devota e rispolvera il vecchio hobby che gli piace tanto poi gianluca neri se la spassa con i pdf degli yankee e diventa più famoso della lollobrigida poi ciccsoft e quattropassi mi danno la password poi giocoforza uno finisce per suggestionarsi tira le somme pensa “troppo strani questi giorni” ed ecco allora che a piazza fontana non succede proprio un cazzo e tutto improvvisamente ritorna all’assoluta normalità…
musica gggiovane
noluogo (n.13)
ho superato un ripido gradone e sopra, senza fiato, mi accorgo che non posso più tornare indietro. sono come paralizzato; sudo, anche se fa freddo. la brina ricopre il telo interno della tenda, opprimente sopra il mio viso. dico qualcosa, chiamo, ma non mi sento. il terrore mi attanaglia, lo sento fisicamente.
dalla “a” di ablutofobia alla “z” di zoofobia.