prove tecniche di nostalgia…
(FEFF 7: cinquantamila spettatori e novecento accreditati)
christiane f. chi?
italian pride
[far east film. esterno notte. il cielo scuro, improvvisamente, si riempie di fuochi d’artificio. e una coppietta solleva lo sguardo]
lei: cosa stanno facendo?
lui: le prove generali per domani, suppongo.
lei: cioé?
lui: la liberazione.
lei: ma figurati! quella è roba di sessant’anni fa!
gianna, lindo e gli altri
amarti m’affatica mi svuota dentro / qualcosa che assomiglia a ridere nel pianto / amarti m’affatica mi dà malinconia / che vuoi farci è la vita / è la vita, la mia / amami ancora fallo dolcemente / un anno un mese un’ora perdutamente…
nel 1990, quando i favolosi CCCP di lindo ferretti pubblicarono il proprio testamento artistico (“epica etica etnica pathos”), nessuno avrebbe potuto prevedere l’innesco di un lento e inesorabile effetto secondario. o meglio: una lenta e inesorabile variante musicale, diciamo così, alla classica teoria dei sei gradi di separazione. ma quindici anni più tardi, appunto, sta per realizzarsi un incontro davvero magico: quello tra i CCCP e far east film!
(continua a pag.2 e ne parla anche il sito della nannini)
il mio 7° dragone
…dal 22 al 29 aprile, per otto intensissime giornate, scorreranno sullo schermo 66 pellicole, disegnando un’ampia panoramica sulle migliori proposte targate cina, hong kong, corea del sud, giappone, thailandia (importante new entry: la malesia)…
nella primavera del 1998, quando il cec abbandonò le sue felici e collaudate rassegne italiane per scommettere sull’hong kong film festival, nessuno capì tutta l’impavida lungimiranza di quel progetto. anzi: di quell’esperimento. un test. un fortunatissimo numero zero che, dopo un anno, avrebbe cambiato nome, avrebbe moltiplicato le proprie coordinate geografiche e avrebbe osato ancora di più. molto di più. fino a diventare il maggiore domicilio europeo del cinema pop orientale…
ciò che ieri sembrava impossibile, dunque, oggi è un sogno realizzato: far east film ha saputo costruire un magnifico dialogo tra l’asia e il friuli, tra l’asia e l’occidente, anticipando i tardivi pruriti del mercato internazionale (vecchie conoscenze udinesi come “the ring”, ora, scalano le classifiche) e stringendo legami culturali via via fortissimi (basti pensare che johnnie to, il mitico regista hongkonghese, ha scelto proprio udine per ambientare alcune sequenze di “yesterday once more”).
insomma: auguratemi il classico merdamerdamerda perché... domani si parte!!!
update/1
notizia ufficiale: johnnie to in concorso a cannes 2005.
update/2
update/3
il rottweiler di dio
ma cosa cazzo è questa crisi isterica?
hitler, nostradamus, medioevo, santa inquisizione…
niente niente che il popolo dei mangiapreti si è già dimenticato di quanto gli stava sul culo papa wojtyla?
niente niente che adesso me lo fa diventare marxista, rockettaro e anche un po’ figaiolo?
non sbaglia, il vecchio joseph, quando pensa “paliacci italiani ha sempre baffi neri, mancia spachetti e suona mandolino”.
perché lo pensa, vero?
bau! bau! bau!
dodici
va bene che muccino junior ha interrotto un lungo e dolorosissimo calvario, sconfiggendo - povero caro - quel terribile mostriciattolo chiamato “zeppola”, ma celebrare la sua santa guarigione con una candidatura ai david non sembra eccessivo anche a voi?
(…se l’unione logopedisti italiani la pensa diversamente, assieme a certe spettatrici, gradirei almeno uno straccio di spiegazione sulle altre undici nomination raccolte da “manuale d’amore”…)
beata innocenza
stagista: scusi, le posso fare una domanda?
trenta: certo.
stagista: sa dirmi cosa significa la parola “scroto”?
trenta: …
stagista: …
trenta: stai ancora aggiornando le schede anagrafiche?
stagista: sì.
trenta: e ci hai trovato dentro un certo “sig. scroto”?
stagista: no.
trenta: …
stagista: …
trenta: a questo punto, se vuoi la risposta, devi scegliere: o ti rassegni a darmi del tu o consulti un dizionario!
31 canzoni (italiane) confessabili
e io lo seguo volentieri…
01. aida (rino gaetano)
02. alexander platz (franco battiato)
03. amada mia (paolo conte)
04. amico fragile (fabrizio de andrè)
05. anime salve (fabrizio de andrè)
06. contessa (decibel)
07. creuza de mä (fabrizio de andrè)
08. culodritto (francesco guccini)
09. e ti vengo a cercare (franco battiato)
10. festival (francesco de gregori)
11. il pescatore (fabrizio de andrè)
12. la carrozza di hans (pfm)
13. la collina dei ciliegi (lucio battisti)
14. la cura (franco batttiato)
15. la leva calcistica della classe ’68 (francesco de gregori)
16. l’elastico (giorgio gaber)
17. l’isola che non c’è (edoardo bennato)
18. polvere (enrico ruggeri)
19. quando è moda è moda (giorgio gaber)
20. rimini (fabrizio de andrè)
21. sally (vasco rossi)
22. santa lucia (francesco de gregori)
23. scirocco (francesco guccini)
24. signora bovary (francesco guccini)
25. sparring partner (paolo conte)
26. stranamore (roberto vecchioni)
27. stupendo (vasco rossi)
28. suonare suonare (pfm)
29. una città per cantare (ron)
30. verranno a chiederti del nostro amore (fabrizio de andrè)
31. vivo da re (decibel)
gap
l’atteso duello che ha simbolicamente impegnato gore verbinski e hideo nakata sul fronte ormai super-cool di “ringu” e “ringu 2”, adattamento contro adattamento, non si è chiuso rispettando i pronostici. anzi. “the ring”, firmato dall’americano, sovrasta senza difficoltà “the ring 2”, firmato dal padre biologico giapponese. e questo netto paradosso, appena vissuto anche da takashi shimizu con l’auto-remake di “the grudge”, racconta bene il gap tra mercato occidentale e new horror asiatico: serve ancora tempo. bisogna equalizzare, cioè, gli effetti negativi di una doppia urgenza: quella del mercato occidentale, appunto, che ha tardivamente scoperto un terreno davvero fertilissimo, e quella del new horror asiatico, messo finalmente in condizione di esportare tutta la propria bellezza. e tutta la propria potenza.
se parafrasare un maestoso cult come “ringu” non ha spaventato verbinski, dunque, parafrasare un sequel furbetto come “ringu 2” ha spaventato nakata. l’ha spaventato quanto basta, almeno, per credere che il suo grande cinema di sottrazione potesse annoiare un pubblico devoto al cinema di accumulo. ed ecco, allora, che “the ring 2” esibisce e non nasconde, urla e non sussurra, indugia e non serpeggia, banalizzando e sterilizzando la nerissima grammatica di cui si nutrono le ghost story orientali (pensiamo a “dark water”, dello stesso nakata, o allo straordinario “whispering corridors”, del coreano park ki-hyung). sia chiaro: il filmetto, interpretato dalla splendida naomi watts e dall’inquietante david dorfman, presenta comunque un’ottima impaginazione. e, va sottolineato, non è certo avaro di brividi…
avere vent’anni
…io tutto l’odio che ho ve lo do senza riserve…
classe 1984.
fatale come un’epidemia di ebola.
stronza come uno sciame di donne stronze.
irritante come un bouquet di ortiche nelle mutande.
la “scrittrice femminista”.
la spammer più paracula della blogosfera.
la temutissima rompicoglioni che macina popolarità elemosinando link, mostrando le tette, bombardando d’insulti qualunque fottuto microrganismo le capiti a tiro…
genio o bluff?
talento o mitomania?
marketing o patologia?
non me ne frega un cazzo.
prendere o lasciare?
io prendo: lei, oggi, mi piace così.
davvero.
l’adorabile teppista ha saputo catalizzare tonnellate d’attenzione a velocità supersonica, rivalutando sontuosamente il vecchio adagio “purché se ne parli”, e tanto basta.
con buona pace dei bacchettoni, dei web-sociologi e di tutti quei poveri sfigati che preferiscono demonizzare l’esibizionismo altrui piuttosto che mettere in gioco il proprio…
senza se e senza ma: elisabetta for president!
esercizio di scrittura creativa
tema: recensire “the ring 2” senza usare le parole acqua, pozzo, capelli e naomi watts figa.
svolgimento: impossibile.
benarrivato!
cos’è il quarto potere?
è una specie di magia.
una magia che consente all’ordine dei giornalisti di sfruttare un fuso orario tutto suo: pochi secondi per stabilire dazi e balzelli, ma sette mesi per spedirti il nuovo tesserino da professionista dopo l’esame di stato…
(abracadabra)
l’arte d’invecchiare
…era il dieci aprile millenovecentosettantuno…
tieni il tempo
vigilia di compleanno sfogliando pigramente vigilie di compleanno, tra flashback troppo nitidi, canzoni archiviate, piccole nostalgie, grandi sollievi.
vigilia di compleanno lavorando allegramente su far east film, tra loacker al cioccolato, sigarette, bizzarri nomi asiatici, pioggia fitta dietro le finestre.
vigilia di compleanno scrivendo velocemente queste parole, tra l’ovvia consapevolezza che tutto scivola via e l’ingenua speranza che tutto si fermi...
detesto le vigilie di compleanno.
le detesto quasi più dei compleanni.
31 canzoni (italiane) inconfessabili
gianluca neri: facciamo un bel bagno d’onestà (inizio pure io per primo, non preoccupatevi) e confessiamo quali sono le 31 canzoni che ci piacciono nonostante tutto, nonostante i nostri gusti, nonostante noi. Non è necessario che abbiano almeno un bel testo o una bella melodia, o ricordino un momento particolarmente felice; questa lista si basa su un meccanismo molto più semplice: trentuno canzoni (o quante ve ne vengono: in fondo chi se ne frega della quantità?) che per qualche recondito motivo apprezzate quando vi capita di ascoltarle, anche se non lo ammettereste mai.
detto, fatto.
ecco la mia shameless chart:
01. adesso tu (eros ramazzotti)
02. agnese (ivan graziani)
03. amico (renato zero)
04. avrai (claudio baglioni)
05. bella senz’anima (riccardo cocciante)
06. bum bum (irene grandi)
07. che sarà (ricchi e poveri)
08. come mai (883)
09. è tutto un attimo (anna oxa)
10. gli anni (883)
11. il ragazzo della via gluck (adriano celentano)
12. insieme a te non ci sto più (caterina caselli)
13. impressioni di settembre (pfm)
14. la vita è adesso (claudio baglioni)
15. lugano addio (ivan graziani)
16. luna (gianni togni)
17. maledetta primavera (loretta goggi)
18. notte prima degli esami (antonello venditti)
19. pescatore (pierangelo bertoli)
20. piccolo uomo (mia martini)
21. più ci penso (gianni bella)
22. qualcosa di grande (lùnapop)
23. samarcanda (roberto vecchioni)
24. sotto la pioggia (antonello venditti)
25. storie di tutti i giorni (riccardo fogli)
26. strada facendo (claudio baglioni)
27. tropicana (gruppo italiano)
28. una lunga storia d’amore (gino paoli)
29. un’emozione da poco (anna oxa)
30. un giorno migliore (lùnapop)
31. verona beat (i gatti di vicolo miracoli)
che poi…
saranno anche inconfessabili, ma a me piacciono da morire!
short message service
figata!
ho ricevuto anch’io il simpatico sms della protezione civile!
eccolo qui:
X enorme afflusso, da mercoledì h.22 chiuso accesso code x saluto Papa. Venerdì x funerali stop traffico Roma; area San Pietro piena: schermi in piazze e Torvergata.
ora…
passi il fatto che abito nel culo del nordest.
passi il fatto che domani mattina ho altri impegni.
passi il fatto che centosessanta caratteri esigono asciuttezza.
passi pure il fatto che la privacy è una leggenda metropolitana.
ma il fatto che certi messaggini urbi et orbi vengano appaltati a un tredicenne, un tredicenne completamente ubriaco, non può e non deve passare!
punto.
censimento
l’harakiri sociopolitico del più stupido centrodestra planetario, e la conseguente sagra della mortadella, m’ispirano questo minuscolo interrogativo: a parte il sottoscritto, veteroliberale a riposo, c’è qualche altro blogger che non stia godendo come una pornodiva?
semplice curiosità statistica…
(prevedo un silenzio assordante)
tant’è
...dimentica i tuoi problemi imbarca i tuoi remi lui pensa per te
inaugura mostre e congressi autostrade e cessi ferrovie e metrò
sorride ai presenti commosso se punta sul rosso sa che vincerà
se gioca a tressette è campione se fuma un cannone si sente un pascià
reprime rivolte e sommosse e cura la tosse alle cinque col thé
sostiene già tesi avanzate e tutta l’estate la passa in tournèe...
- rino gaetano (1978) -
saranno almeno dieci anni.
l’entusiasmo politico non mi appartiene più.
l’entusiasmo ideologico non mi appartiene più.
persi completamente.
piano piano.
ho lasciato che la disillusione anestetizzasse la passione.
ho lasciato che il fatalismo paralizzasse la militanza.
ho lasciato che la consapevolezza uccidesse l’ingenuità.
insomma: ho lasciato.
punto.
bandiera bianca.
anzi: scheda bianca.
sono diventato una scheda bianca.
sono diventato uno sbadiglio qualunquista.
sono diventato una merda che cambia discorso.
punto.
l’unica eccezione?
prodi.
sì: romano prodi.
cazzo!
vedere prodi che ride, o che sghignazza, mi fa lo stesso effetto di una spranga rovente nel culo!
e il mio vecchio culo reazionario, vecchio e stanco, detesta uscire dal letargo...
(mai piaciuta la mortadella)
elettrodomestici for dummies
anomalia
il tostapane non si accende
cause possibili
macchina non collegata alla rete elettrica
rimedio
collegare la macchina alla rete elettrica
(ho sempre sognato di scrivere un post con “for dummies” nel titolo: ringrazio la saeco per questa preziosa opportunità e per avermi fatto capire che mc gyver, dopo tutto, era soltanto uno sborone)
che sia un buon viaggio
grande, il papa.
guerrigliero e pacifista.
rivoluzionario e conservatore.
infallibile per dogma e fallibile per umanità.
grande veramente.
anche adesso che ci sta lasciando.
anche adesso che miliardi di avvoltoi si sono raccolti, con squallida urgenza, attorno alla sua agonia.
requiem, necrologi, requiem, necrologi.
palinsesti pagani rimpiazzati, last minute, da sciocchissimi tripudi para-natalizi e agiografici.
sandali, tuniche, stigmate a villaggio globale unificato.
“addio, giovanni paolo”.
e lui?
cosa fa, lui?
stringe i denti.
combatte ancora.
si tocca le palle.
si aggrappa tenacemente, dispettosamente, alla vita, ridicolizzando il più inutile e frettoloso funerale mediatico mai celebrato!
grande, il papa.
grandissimo.
anche adesso che ha fottuto le attese giornalistiche degli avvoltoi e può finalmente morire in pace.
santo pesce d’aprile…
a proposito di crudeltà…
i famigerati dieci nomi li so anch’io, quasi tutti, ma perché dovrei smutandare lo scoop? intendo: perché dovrei farlo a titolo gratuito, senza qualche allettante prospettiva di corruzione?
(altra gentaglia informata, più o meno corruttibile, potete trovarla qui, qui, qui, qui, qui, qui e qui)
update:
noluogo (n.12)
i vecchi sull’autobus e sulla metro
salgono lenti annaspano arrancano
poi ti piantano l’ombrello nel culo
se non gli cedi rapidamente il posto.
ma questa, finora, è la più crudele…