
non smetterò mai di sperare che tiziano ferro venga travolto da una carica di cinghiali...
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lo scemo del “village”
tutto si può dire su di lui, tranne che il fascino della sorpresa lo lasci indifferente. o tiepido. peccato che m. night shyamalan, verso quel fascino, abbia ormai sviluppato ossessione e dipendenza, tanto da convertire una talentuosa griffe artistica nel peggiore dei tormentoni… lo splendido aroma d’imminenza che dilatava e nutriva “il sesto senso” e “unbreakable”, smettendo già di funzionare con “signs”, sembra infatti essere diventato l’unico obiettivo. l’unica priorità. la necessità stessa del racconto, non più la sua linfa narrativa. e “the village”, patologicamente proteso alle gioie dell’epigolo, azzera via via la consistenza dei singoli paragrafi: non premia l’attesa degli spettatori, ma finisce per sbriciolarla. per ucciderla. a colpi di noia e di comicità involontaria…
chi sono, veramente, le creature innominabili? perché si nascondono tra le ombre degli alberi? e perché gli abitanti del “village”, un po’ amish e un po’ cappuccetto rosso, hanno una fifa boia di varcare i confini del bosco? spacciata disonestamente per un horror, ed è una mossa promozionale vergognosa, quest’innocua favoletta new age rappresenta invece una variazione melodrammatica della “casa nella prateria”: dialoghi buonisti, personaggi leziosi, sentimentalismo campestre (manca solo nonna papera). certo, la sorpresa così cara a mister shyamalan giustifica poi ampiamente il diluvio di melassa, e anche l’imbarazzante look delle creature (cfr. “spazio 1999”), ma quanta inutile fatica! sia per il pubblico, sia per gli attori. chiedetelo al povero adrien brody, gioiosamente declassato da “pianista” polanskiano a... scemo del “village”!
nokia - connecting people
invio un sms a mia moglie.
testo: io non me lo merito un angelo come te…
passano cinque minuti.
e risponde il mio direttore.
testo: grazie per il pensiero. sei proprio una bella persona.
(adesso chi cazzo glielo dice che sono andato lungo in rubrica?)
i figli so’ piezz’e core
geneticamente incapace di resistere alle tentazioni, ho imboccato anch’io il tunnel del tamaboy. e sebbene l’istinto paterno mi sia sconosciuto, devo proprio ammettere che sto andando forte!
oggi ho ricevuto questa mail:
caro trenta,
è un po’ che giochi con me.
questa settimana ti ho visto così: sei espansivo, disponibile, amichevole, gioisci di qualsiasi cosa e rendi le cose più divertenti agli altri per il tuo piacere. ami fare le cose. trovi più facile ricordare i fatti che padroneggiare le teorie. riesci meglio nelle situazioni che richiedono un profondo senso comune e capacità pratica con le persone e con le cose. sei cooperatore nato, membro attivo di comitati. hai bisogno di armonia e puoi essere bravo a crearla. lavori meglio se ricevi incoraggiamenti ed elogi. hai scarso interesse per il pensiero astratto o per argomenti tecnici.
figo, il marmocchio!
c’è gente che vedo tutti i giorni e mi conosce molto (ma molto) meno di lui, dico davvero!
ho soltanto un piccolissimo dubbio: come può essere così allegro, e così gentile, visto il nome che gli ho appioppato?
vabbè…
attento a non prendere freddo, merdonazzo!
duecentosettantasette
dieci mesi.
quasi undici, ormai.
quasi undici mesi di blog.
e quasi trecento post.
duecentosettantasei, per la precisione.
anzi: duecentosettantasette, contando anche questo.
duecentosettantasette clic sul tasto “pubblica”, o come cazzo si chiama dalle vostre parti, contro la ventina di volte in cui non l’ho voluto premere.
diciannove, per la precisione.
diciannove pensierini diligentemente parcheggiati, e conservati, dentro alla cartella “saggezza”.
c:\documents and settings\gianmatteo\saggezza
saggezza, sì.
l’enorme saggezza con cui noi, noi rompicoglioni pigrissimi, disinneschiamo l’urgenza delle polemiche.
dei bisticci.
delle risse...
troppa fatica.
troppa energia.
meglio dormirci sopra.
meglio ripensarci domani!
ed ecco, appunto, uno di quei pensierini.
diligentemente parcheggiato, e conservato, dentro alla cartella “saggezza”.
c:\documents and settings\gianmatteo\saggezza
s’intitola the times they are a-changin’.
e inizia così:
mille anni fa c’erano le chat-cene, squallida via di mezzo tra un viaggio organizzato e una gara di scorregge, mentre adesso ci sono i blog-raduni, necessaria evoluzione semantica e stilistica. le chat-cene mi stavano sul cazzo, perché non riuscivo a capire quella trepidazione segaiola di volersi dare una faccia a tutti i costi, e i blog-raduni mi stanno sul cazzo anche peggio.
ora.
ora che la trepidazione segaiola ha contagiato pure me, e la colpa va democraticamente suddivisa tra veronica e alcuni carissimi nottambuli, devo soltanto aspettare…
il vecchio pregiudizio cadrà, una volta per tutte, oppure sarò costretto ad accantonare la pigrizia?
ne riparliamo dopo il 6 novembre.
fuori le tette!
dunque… ricapitolando… puoi vantare, generalmente, un corpicino da fotomodella. puoi uscire, mediamente, ogni santa sera. puoi vampirizzare, disinvoltamente, i risparmi di papà e mamma (sms, mms, paghette settimanali quotabili in borsa). e ora, carissima teenager, cos’è che fai? rivendichi pure il diritto di sfoderare l’ombelico a scuola?
no! no, cazzo! non è sbagliato: è un sopruso! una deprecabile mancanza di rispetto verso chi ha avuto la sfiga di nascere nei ‘70 e ha sempre dovuto attendere giugno per testare l’eventuale impudicizia delle proprie compagne di classe! qualche millimetro quadrato di gamba. di spalla. di caviglia. nient’altro. nient’altro che minuscoli e insipidi atomi di pelle…
no, carissima teenager, non c’è storia: l’ombelico, a scuola, va imprigionato sotto massicce stratificazioni di lana, cotone o cemento! e qui non si tratta di rigido formalismo (né, tantomeno, di nostalgia reazionaria): qui si tratta di purissima invidia generazionale! invidia per i maschietti di oggi, sì, che hanno compagne di classe come te: evolute, fighe e, per di più, sanissime, pronte a fronteggiare le temperature siberiane a colpi di fermenti lattici, “vitasnella” e piercing. pronte a mettere in croce un povero preside che tenta solo di salvare la scuola, e probabilmente anche se stesso, da un diabolico uragano ormonale!
è una stronzata, dici? non ti sta bene? lotta dura senza paura? ok. allora, carissima teenager, porta avanti la battaglia definitiva: non accontentarti dell’ombelico, stellina, pretendi il topless. e fai seriamente la rivoluzione, una volta per tutte!
(special thanks to poly)
flora e fauna
nel boschetto della mia fantasia
c’è un fottio di animaletti un po’ matti
inventati da me…
buio.
alberi, filari, alberi, filari.
ancora alberi.
ancora filari.
lo scroscio di un fiume in sottofondo.
e due auto in mezzo allo sterrato
muso contro muso.
portiere aperte.
motori spenti.
silvia: non lo beccheremo mai quel cazzo di ristorante!
patrik: inizio ad avere lo stesso sospetto…
trenta (guardandosi attorno): bel posticino, vero? anche il mostro di firenze si cagherebbe addosso…
veronica: io, più che altro, mi sto pisciando addosso!
trenta: si accomodi, contessa… ettari di campagna a sua completa disposizione…
veronica: ma vaffanculo, va! non voglio mica trovarmi un mammozzo appeso alla topa!
tutti: un cosa?!?
veronica (impassibile): un mammozzo.
trenta: eggià… chi non ha mai visto un mammozzo? stupidi noi a meravigliarci!
trentamarlboro è lieto di presentare...
…stiamo arrivando anche noi… (grazie, micce!)
ehi, lipperini!
ma non ci trovi dannatamente cool?
un giovedì qualsiasi. una città qualsiasi. un quartiere mediamente malfamato. e due personaggi mediamente loschi, sulla trentina, che entrano nello stesso bar…
il primo (sedendosi): ciao.
il secondo (appoggiandosi sul bordo del tavolo): ciao.
sono i due leggendari blogger trentamarlboro e ataru moroboshi, amici personali di madonna e ciampi, travestiti da cospiratori polacchi per evitare il consueto bagno di folla…
i due non perdono tempo e si accendono una sigaretta.
ataru (avvolto in una nuvola di fumo): ci risiamo, caro trenta, mi sento molto triste ed emarginato! ‘sta cosa del libro mi ha veramente sconvolto…
trenta (sospirando): se ti può consolare, io non stavo così male da quella volta che proserpina mi ha stracciato alla gara di rutti…
ataru: ma com’è possibile che ci abbiano esclusi? noi, i principi della parolina al posto giusto! i fuoriclasse della rete! i paolo & chiaro di splinder!
trenta: ho ricontrollato quella fottutissima lista almeno cento volte… dobbiamo farcene una ragione: noi non ci siamo. punto. la lipperini non ci ha proprio cagati di pezza!
ataru: mio dio, sento che sto per svenire! (si rivolge alla cameriera, gnocca ma trucida, dandole una pacca sul culo): mi porti una media chiara doppio malto?
trenta (accorgendosi che la radio passa i gemelli diversi): per me un tanica di jack daniel’s, grazie.
ataru: ma che bella musichetta! chi è, dj francesco? ah no, no, i gemelli diversi! ho in mente ‘sto pirla da quando, l’altra sera, petunio ha cantato “la canzone del capitano” al karaoke di un locale sulla tuscolana, insieme a un paio di strappone che facevano il balletto…
trenta: sicuro che non fosse eriadan? l’ultima volta che ci siamo visti, tipo in luglio, si allenava per le selezioni della “corrida” suonando “love boat” con l’ascella! vabbè… non divaghiamo… ti rendi conto? se stiamo zitti, facciamo la figura degli sfigati. se parliamo, facciamo la figura dei rosiconi…
ataru: sì, hai ragione, perdindirindina! (si rivolge di nuovo alla cameriera, guardandole le tette strizzate in un reggiseno a balconcino davvero mozzafiato): senti, zuccherino, ci porti due salatini? e senti, tesoro, che non siano gommosi come quelli dell’altra volta…vai, bella, vai!
trenta: posso farti una domanda, vecchio mio?
ataru: certo.
trenta: non è che hai guardato le tette anche alla lipperini, vero? dimmi di sì, ti prego, almeno capisco perché non ci considera cool!
ataru: no. zero. niente di niente… a dire la verità, non so neppure che faccia abbia. figuriamoci le tette!
trenta: peccato…
ataru: e poi, abbi pazienza, la lipperini e il confuso potrebbero anche essere la stessa persona! magari sono l’unico, ma non ho ancora capito se è maschio o femmina… e se fosse una travesta brasiliana? ma soprattutto: di chi sto parlando, ora? buona, la birra…
trenta: questi, invece, fanno cagare! (si rivolge alla cameriera, indicando i salatini): scusa, hai del disinfettante?
si avvicina una strafiga. maggiorenne, forse. ma anche no. occhi verdi. jeans ciucciati. piercing che spunta dall’ombelico.
ataru (sottovoce): sarà mica underbreath?
trenta (sottovoce): no, underbreath ha nove anni!
lolita (cinguettando): wow! non ci posso credere! ma siete proprio voi?
ataru e trenta si scambiano uno sguardo d’intesa. didascalia: cazzo ce ne fotte, a noi, dell’einaudi! sorridono. anzi: indossano il sorriso più sconcio del repertorio.
lolita (sempre cinguettando): sono troppo emozionata! me lo fate un autografo?
ataru e trenta (all’unisono): tutto quello che vuoi, piccolina…
la ragazza fruga nella borsa. tira fuori una penna. poi tira fuori un libro. ataru e trenta invecchiano, improvvisamente, di seicento anni a testa: il libro è “amici ahrarara” dei fichi d’india!
trenta: sai cosa, ataruccio bello? temo di aver capito perché la lipperini non ci trova cool!
ataru: tichitì…
trenta: tichitì…
aquattromani,
update
noncissicrede: alle 22.02, ora locale, la madonna dei blogger è apparsa nei commenti!!! thanks, lipperini...
quiz
Tramite un cugino che conosce il fruttivendolo della cognata del ragazzo della figlia (che poi sarebbe la zia araba) della suocera dello zio arabo di un giurato, siete riusciti ad avere il numero di cellulare di quest’ultimo. Non resistete alla tentazione e gli scrivete un SMS.
lo so, ragazzi.
certo che lo so.
fa schiantare dalle risate!
adesso, però, cercate di ricomporvi.
e cercate anche di rispondere…
quale penna, secondo voi, ha griffato la spassosa freddura?
a) michele serra
b) giorgio panariello
come dite?
sono stati gli autori di miss blog?
ah…
(fondazione umanitaria “saving rachele”)
galactica
a tu per tu con… i rockets!
tòh, chi si rivede!
un outsider con le palle
(raidue, ore 23.35)