
non smetterò mai di sperare che tiziano ferro venga travolto da una carica di cinghiali...
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un mercoledì qualsiasi. una città qualsiasi. un quartiere mediamente malfamato. e due personaggi mediamente loschi, sulla trentina, che entrano nello stesso bar…
il primo (sedendosi): ciao.
il secondo (appoggiandosi sul bordo del tavolo): ciao.
sono i due leggendari blogger trentamarlboro e ataru moroboshi, amici personali di madonna e ciampi, travestiti da cospiratori polacchi per evitare il consueto bagno di folla…
i due non perdono tempo e si accendono una sigaretta.
ataru (con il volto pallido): sono disperato… forse sbagliamo dopobarba, forse è colpa del buco nell’ozono, forse la nostra favella non è compresa, ma sto male… sifossifoco non mi ha lasciato neanche una faccina tra i commenti e so che lo stesso dramma attanaglia anche te. l’ha lasciata a tutti, cazzo, a tutti! blogstar e segaioli sconosciuti. ma a noi no!
trenta (con una smorfia di dolore): io, ormai, non ci dormo più… sparo almeno diecimila refresh al giorno per controllare, ma niente… un cazzo di niente… ci schifa proprio!
ataru (increspando le rughe della fronte): questa storia deve finire! dobbiamo trovare il modo di farci lasciare quelle fottute faccine, costi quel che costi! hai un piano?
trenta (avvilito): anche no… è da giorni che mi arrovello e l’unica cosa che mi è venuta in mente ci porterebbe dritti in galera…
ataru: cioè?
trenta: ho modificato la sua jpg, quella che ha inserito nel facerolling… pensavo di ricattarlo: o ci lasci una cazzo di faccina entro 24 ore o mettiamo in rete questa foto, in cui si vede chiaramente che sei solito accoppiarti con degli alani!
ataru: accidenti, qua si rischia brutto! in effetti anch’io avevo pensato a qualcosa di rischioso.
trenta: sentiamo…
ataru: ha a che fare con il paranormale.
trenta: flavia vento?!?
ataru: peggio! vorrei chiamare il tizio che ha il blogmorto, quello con le bare, e chiedergli se può mettersi in contatto con l’aldilà. più precisamente con cecco angiolieri, visto che il copyright di sifossifoco è suo.
trenta: supponiamo che l’angiolieri accetti di parlare con noi….
ataru: se accetta, gli chiediamo di comparire in sogno allo spacciatore di emoticon.
trenta: e…?
ataru: a questo punto, deve dirgli più o meno così…
il celeberrimo blogger romano si alza in piedi e, sotto lo sguardo attonito dei presenti, scandisce queste poche frasi:
icchè cazzo tettufai, grullo?
tettummandi tutte ‘este faccine attutti eppoi nun le mandi ammiei preferiti?
si fossi trenta t’arderei con una sigaretta.
si fossi ataru t’affogherei neippiscio.
si fossi cecco, come sono e fui, ti manderei a cahà!
trenta: eccezionale!
ataru: ma… amico mio… la cosa è complessa.
trenta: abbiamo qualcosa da perdere? no, dico, preferisci restare tutta la vita senza faccine?
ataru: no, cazzo! no!
trenta: allora vediamo di muovere il culo…
i due si guardano, sorridono, poi sfogliano le pagine gialle alla lettera “i”. “i” come “il tizio che ha il blogmorto”.
ataru: :)
trenta: :)
update
missione compiuta: alle 17.28, ora locale, sifossifoco ha reso felici i due unici blogger che ancora non potevano vantare la contesissima faccina!!! :)
la solidarietà è una figata assoluta
ciao!
scusa…
te la posso fare una domanda?
[esterno giorno. una piazza. un tavolino. un uomo che ferma i passanti]
mezzo minuto.
ti rubo solo mezzo minuto…
ok?
grazie!
[l’uomo ha un tesserino appuntato sulla maglietta. ci passa sopra la punta dell’indice]
vedi?
io faccio volontariato.
l’associazione si occupa di blogstar in crisi…
hai presente la categoria?
eggià...
povericristi...
no, no, tranquillo: non vogliamo soldi!
[l’uomo si gira e prende un foglio dal tavolino]
basta che metti una firma qui.
qui sotto, dove c’è lo spazio bianco…
ecco.
aiutaci ad aiutare davide.
ne ha proprio bisogno, credimi…
[l’uomo si accende una marlboro. la trentesima]
hai fatto la cosa giusta...
grazie ancora!
se questa petizione convincerà certi signori, il nostro amico uscirà dal tunnel.
e sarà anche merito tuo...
[l’uomo sorride. continua a fumare. pensa: “il nostro amico uscirà dal tunnel, sì, e finalmente riattiverà la pagina dei link! cazzo… faceva figo comparire nella lista!”]
rutto libero
siete a casa da soli?
in tivù non fanno un cazzo?
il cinema d’essai vi polverizza i maroni?
niente paura!
ecco quattro vhs (o quattro dvd, se proprio volete scialare) per una serataccia pop come si deve…
“underworld”
torbida fiaba dark, più che horror movie in senso stretto, l’ennesima variazione hi-tech sul tema dei vampiri e dei licantropi fa pieno centro: nulla di particolarmente nuovo sotto il sole (anzi: sotto la luna), però la storia è solida e la temperatura si mantiene costante… riuscirà il piccolo “underworld” a diventare, come “il corvo” o come “blade”, un altrettanto piccolo fenomeno di culto? sinceramente, spero di sì. anche perché, assieme al sepolcro di victor e ai micidiali proiettili di nitrato d’argento, la tutina fetish di kate beckinsale resta davvero impressa nella memoria!
“tomb raider - la culla della vita”
parliamoci chiaramente: l’alternativa a questo fragoroso videogame è ammazzarsi di noia con bertolucci (oppure, extrema ratio, con ermanno olmi)? e allora, martirio cinematografico per martirio cinematografico, festeggiamo senza tante paranoie snob l’inutile ritorno di lara croft-angelina jolie, che almeno è figa da morire! cosa importa, poi, se tutto si riduce a un passatempo usa-e-getta? cosa importa se miss playstation deve raccattare qui e là, sbaragliando cattivi di ogni genere, i pochi tesori lasciati in circolazione dal collega indiana jones? lunga, lunghissima vita alla sexy-archeologa!
“l’alba dei morti viventi”
dove non ha saputo arrivare marcus nispel, con il pallido remake di “non aprite quella porta”, è sicuramente arrivato zack snyder, lasciandosi alle spalle molto addestramento nella videomusica e mettendo a segno un’ottima parafrasi contemporanea dell’evergreen di romero. ottima, sì, per quanto i critici militanti sostengano furiosamente il contrario... ma chi se ne fotte, scusate, delle implicazioni politiche e sociologiche? snyder, a differenza di romero, accantona le metafore e moltiplica il divertimento: gli zombi, qui, sono più cattivi che mai. ed è sufficiente.
“american pie 3”
delizioso catalogo di nefandezze pansessuali, la saga di “american pie” non smette di funzionare bene. e se questo capitolo, forse, brilla un po’ meno degli altri due, la cupa maledizione di “guerre stellari” e di “matrix” è in ogni caso lontanissima… stanchezza fisiologica, nulla di più, specie nell’accendere la miccia (jim e michelle, coppia nerd per eccellenza, decidono di sposarsi). ma quando la bomba esplode, esplode sul serio. e sbeffeggia, compiaciuta, il perbenismo intellettuale di troppi spettatori a colpi (bassi) di turpiloquio e di coprofagia!
avrò (sempre) cura di te
22 settembre 2001.
sabato 22 settembre 2001.
il giorno più bello.
il giorno più dolce.
il giorno più prezioso.
il giorno che niente sarà come prima.
il giorno che tutto sarà come prima.
il giorno che gli amici hanno occhi diversi.
il giorno che le canzoni hanno occhi diversi.
il giorno che “a salty dog”.
il giorno che “la cura”.
il giorno che “zobie la mouche”.
il giorno che piove acqua sottile.
il giorno che il cuore, le mani, l’anima.
il giorno che i sorrisi, il vino, la musica.
il giorno che gli angeli esistono e sono biondi.
il giorno che “ti salverò da ogni malinconia”.
il giorno che ci siamo detti di sì, veronica…
ualbòis! ualbòis! ualbòis!
cosa resterà degli anni ottanta?
guarda, carissimo raf, sicuramente questo blog…
a volte ritornano
avevo deciso di soffrire in silenzio.
avevo deciso di puntare sulla dignità generazionale, sull’over 30 power, fingendo che i mellowtoy e la loro fotocopia tamarra di “save a prayer” fossero soltanto uno scherzo.
uno scherzo, sì.
tipo il cuscino che fa le scorregge.
ma intanto pensavo: giù le mani da quella canzone, porca troia!
non bastavano dino e l’agghiacciante cover di “king kong five”?
eh?
poi, però, si è materializzato il principe azzurro.
anzi: cinque principi azzurri.
arrivano i nostri!
arrivano i cinque vecchi figaioli che, nel 1983, hanno terremotato la palude new romantic pubblicando “seven and the ragged tiger” (cioè, tanto per intenderci, “the reflex”): nick rhodes, andy taylor, john taylor, roger taylor e…
e lui, certo, il ciccione per eccellenza: simon le bon!
line-up originale, dunque, dopo mille anni.
il singolo “(reach up for the) sunrise” in heavy rotation.
e l’album “astronaut” in arrivo…
cari mellowtoy, ho come l’impressione che abbiate sbagliato momento: i padroni di casa, con buona pace di tutte le teen band segaiole, sono tornati!
welcome back, duran duran.
un gggiovane
(altra roba drammaticamente 80’s? prego: 1, 2, 3, 4, 5)
homevideo / “duets”
lo sapevate che gwyneth paltrow canta proprio bene? d’accordo, non è una notizia cruciale per le sorti del pianeta, ma vedere la bella signorina alle prese con un microfono e “bette davis eyes” mette davvero allegria... anche “duets”, del resto, mette allegria. e, a dispetto di un finale drammatico, macina buonumore senza incepparsi mai (quasi mai, volendo sottilizzare sul facile moralismo che affiora di tanto in tanto).
servita da un’ottima sceneggiatura, la commedia di bruce paltrow prende a prestito i moduli narrativi più cari ad altman e li maneggia disinvoltamente: non è semplice, dopo “short cuts”, coordinare un intreccio di storie parallele, storie che si sfiorano e che scivolano verso lo stesso punto d’arrivo (soprattutto se il punto d’arrivo è una gara nazionale di karaoke!). “duets”, però, ci riesce. fa centro. disegna una splendida galleria di personaggi (capitanati dal memorabile toddy, un commesso viaggiatore che scopre di detestare l’american dream) e mette a confronto le loro piccole solitudini, le loro piccole speranze, le loro piccole sconfitte.
tre coppie, tre strani “duetti” improvvisati dal destino, e sei vite radicalmente diverse... ci sono ricky e liv: lui è un artista misantropo (il vecchio rocker huey lewis, ricordate “the power of love”?), lei è sua figlia (gwyneth paltrow), scaricata alla madre quand’era bambina. ci sono billy e suzi: lui è un prete mancato, lei dispensa favori sessuali per appianare le urgenze quotidiane. ci sono reggie e toddy: il primo è appena evaso dal carcere, il secondo vuole evadere da un’esistenza che gli sta stretta (la famiglia, a volte, è una gabbia che toglie l’aria, almeno quanto un lavoro sempre uguale a se stesso).
ricky e liv, billy e suzi, reggie e toddy: sono tutti in viaggio per omaha, nebraska, dove la mega-sfida annuale di karaoke garantisce 5000 dollari al vincitore. chi la spunterà? “duets”, fortunatamente, non è un telefilm e non risponde a questa domanda: si limita a non lasciare conti in sospeso, a chiudere ogni singola porta. e, nel frattempo, ci regala un sacco di sorrisi e di felicissimi numeri musicali…
bentornati nel medioevo
posso sbattermene i coglioni della netiquette?
sì?
il punto è questo: adesso vi copioincollo un post veramente squallido, un post che merita veramente la gogna, ma non ho alcuna intenzione di citare anche il nome dell’autore.
troppa pubblicità.
troppa...
cito più che volentieri, invece, il nome della vittima: stormeyes.
un’ottima blogger colpevole, ahilei, di tre gravissime nefandezze:
1. essere una ragazza
2. essere una ragazza molto carina
3. essere una ragazza molto autoironica
giudicate voi.
e, soprattutto, bentornati nel medioevo…
Cosa fareste se vi indicassero il blog di una che “la dà”? Istintivamente mi verrebbe da non alimentare voci perché non mi va di rovinare reputazioni senza averne esperienza diretta. Allora capita che vai nel blog della suddetta cercando di non avere preconcetti, e la prima foto in cui ti imbatti è di lei con un dildo sulla fronte a mo’ di unicorno. Vabbè, un momento di goliardia capita a chiunque, diamole una seconda possibilità. O è proprio questo l’errore?
no.
l’errore è scrivere puttanate del genere.
vergognati!
ex cathedra
leggo qui che “una dotata giornalista”, e non voglio approfondire se “dotata” di poco umorismo o di troppo nannimorettismo, avrebbe rivolto a noi blogger la seguente rampogna: “ma vi sentite come parlate? non potete usare un altro termine? che ne so, questi post, non potete chiamarli… pensierini?”.
ecco.
io inizierò a chiamarli “pensierini” quando tu, “dotata” collega, inizierai a chiamare la tua testata “giornalino”, i tuoi articoli “temini” e i tuoi lead “frasettine”…
ci stai?
accetti lo scambio oppure, prima di decidere, ti serve un “attimino”?
fammi sapere.
le mie prigioni
dopo la lettera dello scorso febbraio, torna finalmente a farsi vivo il grande ringo starr. un uomo. un amico. ma, soprattutto, un batterista…
caro trenta,
disegnare quell’enorme cazzo sul cofano di eric clapton (disegnarlo con il cacciavite, intendo) è stata veramente una pessima idea: mi ha denunciato. giuro: denunciato. ma ti rendi conto? permaloso come un talebano, il vecchio minchione! tant’è. se rigo dritto, mi danno la buona condotta e posso uscire a fine ottobre...
che poi, tutto sommato, qui non va neanche malaccio: la pappa è commestibile, l’acqua è potabile e le guardie non mi scherzano più per la pettinatura (all’inizio, tra l’altro, mi riempivano i mocassini di maionese). lati negativi? il mio compagno di cella, un giocoliere abruzzese che soffre di petomania compulsiva, e il direttore, che una volta alla settimana mi chiede di suonare in sala mensa. “la comicità solleva il morale della truppa”, dice. e ti pareva, porca puttana!
appena esco, faccio due cose che avrei già dovuto fare nel ‘63: brucio la batteria e brucio la macchina di eric. ovviamente, dopo aver incaprettato eric nel bagagliaio… prometto che ti tengo informato!
forever young,
tuo ringo starr
curriculum vitae
(sottotitolo: niente niente che il 18 aprile mi porta culo?)
carissime e carissimi,
desidero dirvelo chiaramente: se non fossi più scaramantico di una fattucchiera napoletana, avrei condiviso assieme a voi tutto il viaggio.
non proprio dal 18 aprile 1994, quando mi sono iscritto all’ordine dei giornalisti (elenco pubblicisti), ma sicuramente dal 18 aprile 2004, quand’è iniziato il countdown per diventare professionista…
avrei condiviso assieme a voi tutto il viaggio, sì.
tappa dopo tappa.
o meglio: sarei stato esplicito fino in fondo, visto che le news non sono mai mancate.
nebulosissime, d’accordo, però presentissime…
riassunto dei post precedenti
-simulazione dell’esame di stato (3)
-vigilia dello scritto (4)
-ammissione all’orale (5)
ora sono qui.
allegro e stordito.
con la stessa espressione dell’ispettore derrick spiaccicata sulla faccia e gli ultimi dieci anni di vita lavorativa che mi pogano “white riot” nello stomaco…
una vera figata!!!
amandovi,
sig. trentamarlboro
blogger. segaiolo. giornalista professionista.
glory days
per il momento, siccome fluttuo in una bizzarra dimensione tra l’euforia e il collasso, non ho nulla da aggiungere all’adorabile preview di giulia e di sasaki:
-sono tornato
-sono diventato giornalista professionista
-mi sta ridendo anche il culo
keep in touch!!!
(senza di TE non ce l’avrei mai fatta)